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 2011  dicembre 28 Mercoledì calendario

Verdoscia Massimiliano

• Bari 3 marzo 1970. Imprenditore. L’8 agosto 2009 fu arrestato con l’accusa di aver portato droga a Gianpaolo Tarantini, l’uomo che procurò a Silvio Berlusconi la escort Patrizia D’Addario • «[...] al centro del sospetto sono finiti tre episodi: un concerto di Madonna, una festa in Sardegna, ma non a villa Certosa, e un party a Bari. Secondo gli investigatori in quelle circostanze sarebbe circolata molta polvere bianca e altri stupefacenti. E a procurarle sarebbero stati Stefano Iacovelli e Massimo Verdoscia, detto Max. Nelle 12 pagine di ordinanza di custodia cautelare le accuse contro i due arrestati sono sostenute da testimonianze e intercettazioni. Fra le ragazze ascoltate nell’ambito dell’indagine, come testimoni, ci sarebbero Francesca Lana, amica di Manuela Arcuri ed ex valletta de “I migliori anni”, trasmissione di Raiuno, e anche Sabina Beganovich, in arte Began, amica di Tarantini e ritenuta dagli investigatori la chiave per comprendere i rapporti tra lui e Berlusconi. La Guardia di Finanza ha arrestato Massimiliano Verdoscia e Stefano Iacovelli in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal gip di Bari, Vito Fanizzi [...] Verdoscia [...] a lungo socio in affari di Tarantini, è accusa to di essersi reso responsabile di condotte atte a detenere, custodire, cedere gratuitamente e offrire, in occasione di diverse feste e di “riunioni mondane” tenutesi all’interno di ville private o di noti locali cittadini o pugliesi, alle quali partecipava anche Tarantini, cocaina e altre sostanze psicotrope. [...] La cessione di droga da parte di Tarantini, che durante gli incontri conviviali era spesso coadiuvato dai suoi più stretti collaboratori, aveva la finalità di “intrattenere piacevolmente” ospiti importanti, agevolando in tal modo le proprie entrature nel mondo della politica e della Pubblica amministrazione. [...]» (Virginia Piccolillo, “Corriere della Sera” 8/8/2009) • «Nel 2003, quando Gianpaolo Tarantini muoveva i primi passi da imprenditore nel settore sanitario, Massimiliano Verdoscia era già uno dei suoi amici più cari. Insieme avrebbero organizzato feste a base di cocaina e belle donne, così come emerge dalle intercettazioni telefoniche dell’epoca. [...] E quando si è trattato di reclutare ragazze da portare alle feste di Silvio Berlusconi, proprio a lui si è rivolto Gianpy per avere un aiuto. È stato Verdoscia a presentargli Patrizia D’Addario. È lui il “Max” che [...] contattò la donna per proporle di partecipare a una cena a Roma. “Mi portò da Gianpaolo — ha raccontato Patrizia al magistrato — e in quel momento mi comunicarono i dettagli. Mi dissero che dovevamo andare dal presidente del Consiglio e ci accordammo per un compenso di 2.000 euro. Ne presi soltanto mille perché quella volta decisi di non fermarmi per la notte”. Sono decine e decine le conversazioni intercettate tra Gianpy e Max. Legame solido, quello fra i due, tanto che insieme trascorsero le vacanze del 2008 nella splendida villa di Porto Cervo che Tarantini aveva preso in affitto. E, ancora una volta insieme, parteciparono l’11 agosto ad una cena a Villa Certosa. Era la prima volta che venivano invitati da Berlusconi. Per Tarantini sarebbe di ventata poi una consuetudine: ospite fisso del premier, ma sempre con almeno tre ragazze al seguito [...]» (Fiorenza Sarzanini, “Corriere della Sera” 8/8/2009) • «L’“aiutino”? “Non era cocaina. Era Cialis”. E la droga? “La compravo solo per me. Il pusher di Giampy non sono io”. E la cocaina circolata nelle feste di Giampaolo Tarantini? “Non so da dove lui la prendesse”. Eccolo il contenuto dell’interrogatorio di Massimiliano Verdoscia [...] non ci sta ad essere l’agnello sacrificale dell’indagine sull’estate da sballo del 2008 a due passi da villa Certosa. E non carica sulle proprie spalle il fardello di responsabilità che testimoni e intercettazioni affidano a Tarantini. [...]» (Virginia Piccolillo, “Corriere della Sera” 12/8/2009).