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 2011  dicembre 28 Mercoledì calendario

Tuzi Federica

• Flint (Stati Uniti) 15 settembre 1973. Scrittrice. Esordio nel 2011 con Non ci lasceremo mai (Lantana), ha vinto il “John Fante Opera prima” • «[...] Romana anche se nata a Flint (Michigan) [...] documentarista e “aspirante falegnama” [...] racconta una storia che costeggia l’autobiografia ma prende il largo come un allegro romanzo di avventura. Nei panni di Alessandra che vorrebbe diventare un uomo. Porta il 43 di piede e indossa solo jeans e All star. Per strada, viene sempre scambiata per un maschio. Quando conosce Lorenzo, voce amica di un call center per aspiranti trans, decide che è arrivato il tempo di farsi operare. Ma un attimo prima di iniziare la cura ormonale, si innamora perdutamente di Irene. Che però, come ogni amore serio, non è affatto la sua salvezza. La salvezza è scappare. Decisa a diventare una perfetta vagabonda del dharma, Alessandra parte quindi per l’America. Ma sbaglia lato. Finisce ospite di cugini che gestiscono una catena di ristoranti italiani di lusso, in un sobborgo residenziale di New York. E invece di Kerouac trova ville bifamiliari con giardinetti a elle. In preda ad attacchi di panico devastanti, tragicomica negli approcci sessuali, vittima di una gang di bambini isterici ai quali fa da baby sitter, Alessandra con gli ultimi soldi agguanta un open ticket per il Greyhound. Qualche giorno dopo, cianciata come un chewing gum, arriva finalmente nel deserto del New Mexico, l’Eldorado della sua sconclusionata ricerca di identità. Dove elegge a sacerdoti della sua iniziazione una coppia di fricchettoni un po’ sdentati, seguaci di Mescalino, il dio dei viaggi psichedelici. Non ci lasceremo mai è un romanzo poco italiano, sorretto da una scrittura semplice ben sincronizzata alla voracità con cui segui la storia, divertente e commovente come una di quelle commedie americane in cui ci rifugiamo quando la vita ci sembra troppo spaventosa. Popolate di persone strambe ma gentili, che ti offrono con impudicizia la loro sgangheratezza per farti sorridere e farti sentire a tuo agio. Non importa quanto goffo, sbagliato inutile e fuori luogo ti senta, non importa quante volte tu ti sia buttata con incoscienza in un amore sbagliato: prima o poi tutto ti verrà perdonato» (Elena Stancanelli, “la Repubblica” 18/2/2011) • Vedi anche “la Repubblica” 22/8/2011.