Riccardo Sabbatini, Il Sole 24 Ore 24/12/2011, 24 dicembre 2011
FONSAI, PERDITA RECORD E MAXI-AUMENTO
FONSAI, PERDITA RECORD E MAXI-AUMENTO –
Fondiara-Sai chiuderà l’esercizio 2011 in perdita per 925 milioni dopo il miliardo che aveva già accusato nel 2010. È l’annuncio shock giunto ieri dal consiglio di amministrazione del gruppo assicurativo che ha deliberato, come nelle aspettative della vigilia, un aumento di capitale fino a 750 milioni. Sarà probabilmente eseguito entro il prossimo marzo preceduto, a gennaio, da un nuovo piano industriale. Nel corso della riunione è stato reso noto che i membri della famiglia Ligresti che ancora non avevano sciolto i doppi incarichi (come richiesto dall’Isvap) hanno deciso di compiere questo passo. E così Giulia Ligresti si è dimessa dalla vicepresidenza di Fonsai e dal cda (assieme a Graziano Visentin) mantenendo la presidenza di Premafin. Mentre Jonella Ligresti ha fatto la scelta opposta dimettendosi dal board di Premafin e mantenendo la presidenza di Fonsai.
Alla vigilia del consiglio di amministrazione aveva stupito l’importo, 750 milioni, che era trapelato sull’entità della ricapitalizzazione. Una cifra, pari ad altre 35 punti di margine di solvibilità, parecchio superiore ai numeri che erano circolati nelle precedenti settimane. Ieri con il comunicato del gruppo si è capito il perchè di un’iniezione di capitale così robusta. Sarà necessaria a compensare «componenti negative non ripetibili» responsabili della perdita rilevante attesa per l’esercizio. Appena pochi mesi fa, nel rilasciare i conti semestrali, Fonsai ancora prevedeva di chiudere l’esercizio 2011 in utile per 50 milioni. Ed invece non sarà così. Gli amministratori - è detto nella nota del gruppo – hanno deciso un ulteriore rafforzamento delle riserve dei rami danni (per 660 milioni) e sono state registrate «perdite permanenti di valore in investimenti» che hanno portato il margine di solvibilità consolidato del gruppo sotto il livello minimo, al 90 per cento. Anche questa è una notizia sorprendente visto che lo stesso ratio a fine settembre si collocava al 111 per cento. Per riportarlo al 120% richiesto dall’Isvap e contenuto nella risk policy della società, sarà appunto necessaria un’integrazione di capitale come quella che è stata prospettata.
Le maggiori perdite di valore riguarderanno l’adeguamento del portafoglio azionario "disponibile per la vendita" e obbligazionario (solo relativamente ai titoli greci in portafoglio) con una perdita di 350 milioni cui si aggiungeranno svalutazioni di immobili per 165 milioni e di avviamenti per 120 milioni (probabilmente nella joint venture Popolare vita).
Con una simile diagnosi la cura non poteva essere più drastica. L’aumento di capitale, che in ogni caso non potrà essere inferiore a 600 milioni, fa piazza pulita delle ipotesi soft si cui si era parlato nelle scorse settimane. Ed apre la strada alla diluizione della quota di controllo in mano alla famiglia Ligresti che non è in grado di sostenere un simile impegno finanziario. Fonsai - è ancora precisato nella nota – «verificherà in tempi rapidi la possibilità di sottoscrivere accordi finalizzati a garantire la sottoscrizione del proponendo aumento». Mediobanca è stata incaricata di promuovere il consorzio di garanzia.
Le scelte del board del gruppo assicurativo sono state commentate positivamente dai principali creditori della compagnia, Unicredit e Mediobanca. Fonti della banca di piazza Cordusio hanno «apprezzato la decisione che va nella giusta direzione per il rilancio della società». A sua volta l’istituto di Piazzetta Cuccia assicura di voler «sostenere il rilancio dell’azienda e lavorare a soluzioni condivise anche dalla famiglia Ligresti». Nei confronti degli attuali soci forti di Fonsai è un po’ come un abbraccio, protettivo ma allo stesso tempo ne condiziona i movimenti. Fuor di metafora è il segnale che non verranno accettate eventuali manovre diversive dei Ligresti (ad esempio nella ricerca di aiuti esterni o eventuali cavalieri bianchi) nei confronti di un percorso che è già stato deciso.