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 2011  dicembre 24 Sabato calendario

LA RAI INCASSERÀ 20 MILIONI IN PIÙ GRAZIE AL CANONE

LA RAI INCASSERÀ 20 MILIONI IN PIÙ GRAZIE AL CANONE –

ROMA
Il canone Rai sale a 112 euro da 110,5, ricuperando l’inflazione programmata. Non c’è ancora il comunicato del ministero dello Sviluppo ma il sito della Rai riporta tale cifra. L’azienda avrà un maggior introito per più di venti milioni di euro. Il canone ordinario, pagato dal le famiglie con televisore – bisogna chiarire se deve pagarlo o meno chi non ha la tv ma un Pc connesso al Web – conta su 16 milioni di abbonati a fronte di 22 milioni di famiglie. Per una stima di 600 milioni di mancati introiti. C’è il canone speciale per partiti, aziende, pubblici esercizi in gran parte evaso per un ulteriore mancato introito di 100-150 milioni. Quest’ultimo dovrà ora essere dichiarato in denuncia dei redditi secondo la manovra del governo Monti. Nel budget 2012 la Rai ha previsto, al "buio" 20 milioni di maggiori introiti.
Un’ordinanza della Cassazione, intanto, precisa che la Rai, tuttora in mano pubblica, resta pur sempre una società per azioni e «non è in alcun modo annoverabile tra le pubbliche amministrazioni» in merito alla giurisdizione del giudice, ordinario o amministrativo. Si può riaprire la vicenda di Augusto Minzolini, che dichiara: «Potrei anche tornare a dirigere il Tg1», con eventuali ulteriori lacerazioni nel Cda.
Nel documento che il vertice ha consegnato a Monti sono sottolineati tre problemi: la governance, l’evasione del canone e la mancata copertura dei costi del servizio pubblico, ricavati dalla contabilità separata, con il canone. Come prevede la legge. Negli anni tale gap è arrivato al miliardo e 600 milioni di euro.
La Rai ha bisogno di certezze. Il budget 2012 è stato approvato in pareggio, ma si tratta di un pareggio contabile ottenuto con una "sfida" rispetto a un disavanzo strutturale valutabile sui 100 milioni di euro annui. Per arrivare al pareggio, la Rai ha limitato gli investimenti sul prodotto: ai tempi di Agostino Saccà la fiction aveva a disposizione 270 milioni, oggi si sono ridotti a 180 a discapito della produzione nazionale. Si è dato un obiettivo ambizioso alla raccolta di pubblicità, un miliardo di euro. Scommettendo su un mercato che non cali rispetto al 2011. Ci sono Olimpiadi ed Europei di calcio e c’è la speranza, non dichiarata, che l’uscita di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi possa magari far ricuperare alla Sipra un centinaio di milioni. Se il mercato avrà un calo sul 2011 il pareggio sarà da rivedere. Si riducono i costi del personale, ma non sarà una passeggiata reggere a lungo con tale blocco. Sforbiciati anche i budget delle reti tv: Rai1 ai tempi di Fabrizio Del Noce aveva a disposizione 205 milioni, oggi Mauro Mazza deve fare risultati di ascolto con 167 e tra i due budget ci sono anche quattro anni d’inflazione.
La Rai ha ridotto i costi, negli ultimi anni, senza impatto sull’offerta dei canali, a livello quantitativo: i costi esterni si sono ridotti di 250 milioni dal 2007 ad oggi (erano di un miliardo e mezzo). Con l’attuale perimetro aziendale, però, è difficile ridurre i costi della struttura, si dice, senza alzare la voce, ai piani alti di Viale Mazzini. Più di tanto, insomma, non si può fare: tocca al Parlamento, come sempre.