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 2011  dicembre 28 Mercoledì calendario

I cosiddetti astrologi di questi tempi, come le oche, tirano il loro collo troppo in avanti, costretti dal rito di fine anno a prevedere il futuro a tutti i costi

I cosiddetti astrologi di questi tempi, come le oche, tirano il loro collo troppo in avanti, costretti dal rito di fine anno a prevedere il futuro a tutti i costi. Finendo con lo strozzarsi, per il piacere dei positivisti irrazionalmente razionali. Compito dell´astrologo (astro-logos, colui che dà voce agli astri) sarebbe piuttosto quello di leggere bene, prima di ogni pre-visione, il passato e il presente. Guardare avanti non dovrebbe significare guardare troppo avanti fino a tirarsi il collo nella visionaria onnipotenza. Prevedere non dovrebbe essere un obbligo per colmare le angosce e metterle a tacere, confortando e consolando a tutti i costi. Pre-vedere potrebbe essere piuttosto definire l´ansia del presente, che deriva dal non aver messo bene a fuoco qualcosa del passato. L´astrologia farebbe bene a riportare la testa in avanti dell´oca a una postura più umana. Recupererebbe quella funzione eco-bio-psicologica – per usare un termine dello psicanalista Diego Frigoli – di scienza in sintonia con il pulsare della vita circostante. Scienza "ecologica", perché rispettosa dei ritmi che l´ossessione tecnologica ha distrutto. Scienza che non ha mai inquinato fiumi e mari, né costruito mine antiuomo, né si è asservita al dominio dell´economico delle multinazionali chimico-farmaceutiche-meccaniche, che hanno portato l´umanità a essere così malmessa e triste. L´astrologia è questo ritmo del vivente dettato dal tempo. Drumming, pulsazione, che l´orchestra dei pianeti, ruotando ininterrottamente, porta avanti in un modo mai uguale a se stesso. Discorso ininterrotto del tempo in sincronia con tutto ciò che vive nell´ambiente. Il compito, oggi, dell´astrologia è quello di riportare gli uomini a riconquistare il loro tempo, che non è quello gelido dei cronometri, ma quello del corpo, della mente, dell´anima, consapevoli finalmente di non essere a pezzi, separati, angosciati, malati, dimenticati, relegati a congegni senza vita propria. Detto questo, ci si può anche lasciare andare al rito collettivo di fine anno. Si può anche giocare con il segno più fortunato. Sperando, per esempio, che l´Ariete centravanti di sfondamento di passione e eroismo ascolti l´opposta Bilancia, maestra indecisa di forma e giustizia. Che il Toro accolga senza timore l´apparizione del Godzilla-Scorpione, intimandogli di andar oltre ogni sicurezza. Si può giocare col Capricorno, che dice al Cancro che la vita è dura e bisogna uscire dagli abbracci soffocanti, conquistare autonomia e indipendenza. Così il Cancro diventa Leone, nella convinzione di aver raggiunto l´Io perfetto, che l´opposto Aquario, con sguardo disincantato, smorzerà con una smorfia. Indicando al Leone il destino di diventare Vergine, cioè la realistica consapevolezza che tutto è destinato a tramontare. Finché l´opposto Pesci (Pesci-Schopenhauer, Vergine-Hegel) dirà alla Vergine che anche la fine non è la fine e che serve fino a un certo punto possedere l´intera biblioteca di Babele (Borges-Vergine), perché ci si può lasciare andare al tutto che ricomincia sempre. Anche la Ragione può vedere oltre se stessa, tornare a "sentire" il ritmo del jazz senza fine della vita. In Italia ad ogni segno corrispondono all´incirca sei milioni di individui. Anche il peggior nemico dello Zodiaco (Hack, Odifreddi, Piero Angela, Eco) ha capito che non è il caso di prendersela con questa astrologia generica, vaga e approssimativa (approssimativo non è sinonimo di falso, ma di "vicino" al vero). Una buona percentuale di persone continua però a "credere" agli oroscopi, purtroppo spesso alla lettera. Fino a che punto, dunque, si può dar spazio dentro il nostro cervello alle previsioni sul segno generico che ci stanno travolgendo in questo finale di 2011? Un pochino solamente. Con un granello di sale, tanta ironia e la certezza della possibilità di una salvezza anche per quelle decadi che gli astrologi hanno bocciato con voti troppo bassi. Nulla c´è di occulto, esoterico, irrazionale nell´astrologia. Il suo sistema preciso e il suo linguaggio non sono quelli delle previsioni generiche settimanali o di fine anno. Ma questa vaghezza ha comunque un senso. O due. Quello di far riflettere sui simboli di base (della Vita-Tempo) che ci caratterizzano e quello di introdurre allo studio di una materia che mai come in questi ultimi anni, anche grazie al secolo di Freud, di Jung e di Lacan, sta diventando sempre meno marginale, quasi quanto lo fu nel Rinascimento. Una scienza umana di ausilio per la Ragione, per una coscienza amplificata, più combattiva, efficace e anche gioiosa. (Autore dell´oroscopo su "D Repubblica" e del libro "2012-Visioni e pre-visioni", Feltrinelli ed. )