Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 27 Martedì calendario

SCOTTI NON NE PUÒ PIÙ DI MEDIASET

Gerry Scotti, uomo immagine di Mediaset, sta covando un malessere. Nei confronti del suo datore di lavoro, del gruppo del Biscione, forse anche verso la sua professione. Normale che, dopo oltre 25 anni di quiz e show, il conduttore manifesti una certa stanchezza per la tv. Però, nelle sue recenti esternazioni a Deejay chiama Italia, programma radiofonico e televisivo di Linus e Nicola Savino, c’era un mix di delusione e quasi di astio verso il mondo che viaggia sotto il cappello di Fininvest.

In primis: Gerry Scotti dal 2007 è presidente di Monradio, la società di Mondadori (galassia Fininvest) che controlla l’emittente radiofonica R101.

Nonostante questo ruolo, negli scorsi mesi Scotti è intervenuto, telefonicamente, a Deejay chiama Italia (programma di Radio Deejay, concorrente diretta di R101), per ringraziare delle citazioni e imitazioni, e rimarcando che su R101 mai nessuno parla di lui. Lo scorso 12 dicembre, poi, è stato ospite della trasmissione. E in quell’occasione ha proposto, tra il serio e il faceto, di iniziare a condurre un piccolo spazio su radio Deejay, dal prossimo gennaio, al lunedì mattina, coniando pure il nome del programma: Mms-Monday Morning Show. Certo, Gerry ha lavorato su Deejay dal 1981 al 1988. Però, adesso, siede sulla poltrona di presidente di una radio concorrente. E, insomma, ci sarebbero questioni di opportunità.

Scotti ha poi manifestato un certo fastidio per la scelta Mediaset di non mandare in onda il suo nuovo game-show, The Money drop, il 24 e il 25 dicembre (mentre L’Eredità, su Rai Uno, restava regolarmente in palinsesto).

«Lo fanno per risparmiare», ha detto, «ma lo sappiamo tutti dove sono i veri sprechi». Dopo la delusione di Io canto, talent autunnale condotto da Scotti che non ha brillato per ascolti su Canale 5, ci sono forti aspettative sul preserale The Money drop. Un programma che ha debuttato lo scorso 12 dicembre, e che finora sta incassando share medi attorno al 19,2%, buoni ma regolarmente battuti dall’Eredità di Carlo Conti su Rai Uno. Un brand che ha costretto gli uomini di Canale 5 a mandare in pensione Chi vuol essere milionario, «che un po’ aveva stancato per quei lunghi spazi concessi ai concorrenti prima di dare la risposta. Tanto che nelle ultime stagioni io usavo uno spuntone per squali per costringere i concorrenti a essere un po’ più rapidi», confessa, scherzando, Scotti.

Il buon Gerry tira, infine, stoccate durissime verso il Milan, altra società dell’arcipelago Fininvest. Da sempre tifoso rossonero, Scotti si lamenta che «quando ho chiesto i biglietti al Milan mi hanno dato i posti vicino a quello che vende le bibite. E mi chiedeva sempre se c’avevo da cambiare moneta. Perché il Milan i posti di tribuna rossa li dà alle sgallettate (e poi, nella parte fuori onda del programma, condisce meglio il concetto: «La tribuna rossa del Milan è piena di tro..., e io e il Teo andiamo in tribuna arancio proprio per non vedere chi c’è nella rossa», ndr)».

Insomma, Gerry Scotti, il prossimo agosto, compirà 55 anni. Ha promesso che a 60 cambierà mestiere. E, probabilmente, sta già gettando le basi per farlo veramente.