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 2011  dicembre 24 Sabato calendario

IL MEDIO ORIENTE È ORMAI RIDOTTO A UNA POLVERIERA


Il Medio Oriente non è mai stato un’area tranquilla. Ma adesso si è trasformato in un’autentica polveriera. Ieri l’altro, a Baghdad, capitale dell’Iraq, sono morte 60 persone e centinaia sono rimaste ferite nel corso di attentati. Ieri, a Damasco, capitale della Siria, c’è stato un altro attentato con un primo bilancio di almeno 40 morti e un centinaio di feriti. La tensione è altissima anche all’interno dello stesso mondo arabo. Da una parte infatti c’è l’Iran che, grazie anche all’imminente disponibilità della bomba atomica, a lungo sottovalutata dagli Usa, sta cercando di consolidare un suo ruolo egemonico nel mondo arabo. Dall’altra ci sono l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi che temono che l’Iran possa conquistarli militarmente per appropriarsi dei loro giacimenti di petrolio. La tensione è così alta che un esponente della famiglia regnante saudita ha detto pubblicamente, la scorsa settimana, che, mentre l’Iran sta costruendo la sua bomba atomica, l’Arabia Saudita sta cercando di acquistarla per non farsi trovare impreparata nell’evenienza di un attacco. D’altra parte, il premier iraniano Ahmadinejad, che contava sulla Siria di Assad (e, attraverso questa, sul Libano che, in pratica, è occupato dalle formazioni militari palestinesi mantenute da Teheran), adesso che il regime siriano di Hassad è contestato dalla popolazione, da una parte delle sue forze armate e anche dalla contigua Turchia, sente venire meno un circuito di connivenze politiche con il quale poter stringere l’intero Medio Oriente nella sua morsa. Nel vicino Iraq inoltre l’uscita completa delle forze armate Usa ha reso il paese completamente permeabile agli iraniani. In questo fosco quadro di conflitti intermusulmani c’è Israele che, per specifica dichiarazione iraniana, è nel mirino di Teheran. Già ora infatti Israele è raggiungibile dai missili a testata convenzionale iraniani. Ma quando Teheran disporrà delle testate atomiche che sono in corso di fabbricazione, l’Iran sarà in grado, con esse, di colpire Israele dove già si stima che almeno un milione di persone (su 7 milioni di popolazione complessiva) potrebbero essere uccise fin dalla prima offensiva atomica iraniana. A questo punto però, dai siti atomici israeliani rimasti indenni, scatterebbe un’altrettanto vigorosa risposta atomica. Che ci sarà ugualmente anche se i siti atomici a terra fossero stati tutti distrutti. Israele infatti dispone di sommergibili dotati di missili atomici che già ora navigano nel Mar Rosso e nel Golfo Persico. Questo scenario, che tutti ci auguriamo che non si verifichi, non può essere escluso. Però gli Usa di Obama fanno finta di non vedere.