Maurizio Stefanini, Libero 24/12/2011, 24 dicembre 2011
LA CRISI ECONOMICA FA MORIR DI FREDDO GRECI E FRANCESI
Tutto sommato, la storia del Natale inizia proprio con una famiglia in tale emergenza freddo, da doversi arrangiare con un bue e un asinello. Ma probabilmente ciò non basterà a consolare il numero sempre maggiore di europei che la crisi sta costringendo a affrontare questo Natale in situazione di emergenze energetica: un quadro che sembra accomunare in particolare due Paesi che lo stereotipo considererebbe invece agli antipodi. La Grecia, grande accusata per il disastro dell’euro; e la Francia, grande accusatrice. Ma proprio in Francia la Fondazione Abbé Pierre lancia una campagna contro la «precarietà energetica » di cui soffrirebbero almeno 8 milioni di francesi «senza la possibilità di riscaldare il proprio alloggio», e che con l’innalzamento delle bollette deciso dal governo a partire dal primo gennaio è destinata a peggiorare. Sarebbero 3,7 milioni le abitazioni nelle quali per la necessità di ridurre al minimo il consumo di gas e elettricità gli abitanti vivono «come se stessero fuori». «Una su sei». Tutto sommato, pur con 400.000 famiglie senza reddito e un cittadino su 4 sotto la soglia di povertà, invece di essere più pigri secondo lo stereotipo i greci che si trovano in analoghe ristrettezze si stanno mostrando più creativi, nella ricerca di soluzioni alternative. Ma il boom delle stufette a legna si sta traducendo in un’ondata di disboscamento selvaggio che sta invece creando allarme tra gli ambientalisti. In Francia, la Fondazione Abbé Pierre chiede dunque alle autorità «un’azione massiccia», con la creazione di uno «scudo energetico» in grado di garantire a «a tutti una capacità minima di riscaldarsi». Il problema è stato da una parte nell’aumento dei canoni di affitto, che sono rincarati del 50% in 10 anni; dall’altro nel parallelo aumento di tutte le bollette, dal gas all’elettricità al carburante. «Quando l’inverno arriva, un tale fenomeno non è più accettabile e deve essere oggetto di tutta l’attenzione dei poteri pubblici», dice la Fondazione, spiegando che le tariffe sociali e gli aiuti agli utenti morosi attualmente previsti dal welfare transalpino sono del tutto insufficienti. Il manifesto diffuso dalla Fondazione in tutta la Francia a partire della metà di dicembre mostra appunto due anziani che si abbracciano sotto una coperta in una casa dalle pareti scrostate, o una madre che si stringe ai figli sotto le coperte di un letto. «Loro si amano ma non è questo che li fa abbracciarsi. Otto milioni di persone soffrono il freddo perché non hanno i mezzi per scaldare la loro casa. Agiamo!». Quanto alla Grecia, le statistiche ufficiali suggeriscono che già varie migliaia di ettari di foresta sono stati abbattuti; addirittura, nel solo mese di novembre il patrimonio boschivo greco si sarebbe impoverito del 30% Tra i più devastati, anche i boschi di quel Monte Pelio in cui il mitico Giasone aveva ricavato il legname per fabbricare la nave Argo, e dove la polizia ha arrestato ben cinque squadre di taglialegna illegali in un colpo solo. E poi quelli di Xanthi, di Kavala, della Calcidica, di Foloi, di Aghios Christoforos. Alcune guardie forestali di pattuglia nella foresta di Strofilia, in Acaia, hanno denunciato alla polizia di essere state addirittura aggredite dal gruppo di taglialegna clandestini che avevano cercato di fermare. Ma più in generale le autorità forestali ammettono di non avere personale sufficiente per pattugliare in modo adeguato le foreste della Grecia: soprattutto nei weekend, quando i taglialegna illegali si scatenano. Una nota positiva viene dal Wwf greco, che ha reso noto di aver appena completato il programma di rimboschimento per le 11 aree di foresta del Peloponneso che erano andate in fumo nell’estate del 2007. Ma qui c’è il rischio che anche il frutto di questo rimboschimento vada ad alimentare camini e stufe.