Varie, 27 dicembre 2011
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Tomic Bernard
• Stoccarda (Germania) 21 ottobre 1992. Tennista • «[...] caricato con la fionda [...] sembra correre sull’aria [...] spara fucilate da tutti gli angoli del campo, [...] gioca con gli occhiali da sole e [...] ha un soprannome veramente spassoso: next. Next in inglese vuol dire “il prossimo”, cioè il prossimo numero uno. Già, un talento così precoce non si vedeva da anni [...] è nato a Stoccarda da genitori croati, a tre anni si è trasferito in Australia, a sette ha cominciato a battere la palla contro la serranda del garage nella sua casa di Gold Coast, a dieci ha lasciato la scuola per dedicarsi al tennis [...] Più che un bimbo d’oro, un predestinato: visto che ha dominato tutte le categorie dai pulcini in su, ha vinto tre volte (under 12, 14 e 16) l’Orange Bowl di Miami, il più importante torneo giovanile del mondo, e [...] a 15 anni è stato il più giovane vincitore dell’Australian Open juniores. Particolare non indifferente, Tomic è alto quasi due metri. [...] Per i talent-scout che battono il circuito a caccia di fenomeni è il nuovo Federer; per gli australiani - una terra che ha avuto campioni come Laver, Emerson, Rosewall, Newcombe, Roche, e che dopo il declino del canguro mannaro Hewitt non hanno più un giocatore tra i primi cinquanta - più semplicemente una visione, il nuovo Messia. [...] L’unico problema sembra il papà John, ex guidatore di taxi e ora suo manager, coach, terapista, nutrizionista e decisamente orco [...] in un torneo Futures a Sorrento ha costretto il figlio a uscire dal campo perché a suo dire l’arbitro non chiamava il fallo di piede all’avversario. [...]» (Marco De Martino, “Il Messaggero” 20/1/2009).