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 2011  dicembre 23 Venerdì calendario

IL MONDO DI ANNICCHIARICO

Suo padre era uno dei più grandi attori della storia del cinema italiano, Walter Chiari, ma Simone Annicchiarico, dopo aver debuttato su Sky in un documentario che ne ricordava la vita tra pubblico e privato, si è saputo levare di dosso ben presto l’etichetta di “figlio di”, imponendosi come volto televisivo su La7, dove conduce dal 2007 La valigia dei sogni, e poi su Canale 5, dove ha già condotto per due anni Italia’s Got Talent. E al timone del programma che ha in giuria Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi ci tornerà tra poco più di due settimane, il 7 gennaio, quando prenderà il via la nuova edizione.

Questa volta Italia’s Got Talent non va in onda in primavera ma subito dopo le feste: questo vuol dire che vi scontrerete con Ballando con le stelle.
«Sarà una concorrenza feroce, quello della Carlucci è uno dei programmi più visti della Rai. Cercheremo di fare del nostro
meglio».

Ci saranno novità in questa terza edizione?
«Sarà più lunga delle altre due, perché saranno 6 puntate di gara, poi due semifinali e una finale. E poi non c’è più Geppy Cucciari al mio fianco: al suo posto c’è Belen Rodriguez, uno scatto in più per gli occhi, perché è davvero bellissima».

Come si trova con Belen?
«Devo dire la verità: all’inizio ero molto prevenuto, poi abbiamo cominciato a registrare le puntate e ho scoperto che invece è molto brava, simpatica, solare, divertente, spiritosa, professionale... non me l’aspettavo, è stata una rivelazione».

Nel frattempo continua anche a parlare di cinema, conducendo La valigia dei sogni su La7, il format con cui ha esordito sulla tv generalista.
«Sì, trovo che sia veramente un dei più bei programmi che ci siano in televisione».

Qualche giorno fa ha dedicato una puntata speciale a suo padre, Walter Chiari, in occasione del ventennale della sua scomparsa. Che effetto le ha fatto parlare di lui?
«Nessuno, perché ho vissuto tantissimo mio padre non solo quando era vivo ma anche ora, è una presenza costante nella mia vita, c’è sempre. Non mi dà emozione perché è come se parlassi di una persona che è accanto a me, però mi fa piacere che venga ricordato, perché era un grande uomo italiano, più ancora che un grande artista».

A breve verrà ricordato anche con una miniserie prodotta da Luca Barbareschi, in onda su Raiuno: è vero che ha incontrato Alessio Boni, che ne sarà il protagonista?
«Sì, è vero. Non sapevo chi fosse, ma quando l’ho conosciuto mi ha convinto nei panni del babbo, aveva lo sguardo giusto. Ho parlato con lui, ho letto il copione, ho visto un piccolo montato, sono andato due volte sul set... e ho anche fatto un piccolo cameo: interpreto un fan toscano di mio padre che lo ferma davanti alla Rai per chiedergli un autografo e gli dice più o meno “Ma lo sa che la mi mamma pensa che le somiglio?”. È come un gioco delle parti».

Quindi ha debuttato nella fiction.
«Io non amo particolarmente le fiction, questo è stato un atto d’amore verso Barbareschi che era molto affezionato a mio padre, un autentico amico. Purtroppo sono sicuro che girerà molto sui momenti bui del babbo, che sono stati pochi, piuttosto che su quelli divertenti, che sono stati tanti. Il fatto è che l’Italia è affamata di cronaca, siamo un paese di piagnoni e quindi anche nella fiction c’è sempre la tristezza, la morte, la sofferenza, perché è molto più facile commuovere la gente che farla divertire».

E a lei che genere televisivo piace?
«Faccio televisione ma non la guardo. Forse dovevo nascere in un’altra epoca. Nel Rinascimento».