Simona Verrazzo, Libero 23/12/2011, 23 dicembre 2011
DIECI CONTI CORRENTI
PER SOLI 138MILA EURO
PUTIN NON LA DICE TUTTA –
Dieci conti in banca per un totale di 138.000 euro. A tanto ammontano gli averi del premier russo Vladimir Putin, resi pubblici ieri dalla Commissione elettorale centrale. Come tutti i candidati alle prossime presidenziali del 4 marzo, anche per “lo zar”, come viene chiamato nel Paese sia dai sostenitori che dagli oppositori, si è visto pubblicare le sue finanze. Il capo del governo, riferisce il quotidiano ufficiale Rossiskaia Gazeta, ha 10 conti in banca per un ammontare complessivo di 5,7 milioni di rubli (pari a 138.000 euro). Negli ultimi quattro anni ha guadagnato 17,4 milioni di rubli (421.000 euro). Le sue entrate derivano da stipendio, interessi bancari (tra cui figurano 230 azioni della Banca di San Pietroburgo, l’istituto di credito della sua città natale) e una pensione militare (in quanto ex agente del Kgb, i Servizi segreti sovietici). La moglie Liudmila ha invece 4 conti con 8,3 milioni di rubli (201.000 euro) e la sua unica fonte di reddito sono gli interessi bancari. La coppia possiede anche alcune proprietà immobiliari sempre a San Pietroburgo e in località di villeggiatura (tra cui la dacia sul lago Valdaj) e al premier sono intestate alcune automobili d’epoca degli anni Sessanta, compresa una Gaz-M21. La pubblicazione delle proprietà di Putin è arrivata nello stesso giorno dell’ultimo discorso alla nazione di fronte all’Assemblea federale di Dmitri Medvedev nelle vesti di presidente di Russia, poiché tra tre mesi non sarà lui il candidato di Russia Unita a correre per il Cremlino. Parole, quelle di Medvedev, che sembrano fare delle concessioni alle opposizioni, che hanno accusato presidente e premier di brogli durante le legislative del 4 dicembre. Medvedev ha promesso di ridurre il potere del Cremlino con il ritorno all’elezione diretta dei governatori regionali e facendo eleggere a livello regionale metà dei seggi della Duma. Qualche segnale di apertura, anche se è stata del tutto ignorata la richiesta delle opposizioni (seguite da migliaia di manifestanti nelle proteste di piazza) di annullare i risultati delle ultime ele-zioni e ritornare alle urne per un nuovo voto. Alcuni passaggi del discorso sembrano andare già al 4 marzo, quando gli occhi del mondo guarderanno la regolarità delle presidenziali. Il paese “ha bisogno di sviluppo democratico e non di caos”, ha avvertito Medvedev, intimando poi a “estremisti” e “provocatori”, soprattutto dall’estero, a non “intromettersi negli affari interni della Russia”. “Ogni tentativo di manipolare i cittadini russi è inaccettabile”, ha aggiunto il presidente uscente. La Commissione elettorale centrale ha ufficializzato martedì la candidatura di Putin per il partito Russia Unita. Il giorno prima, lunedì, aveva lanciato la sua campagna elettorale, che ha due cavalli di battaglia: la lotta alla corruzione e la trasparenza della politica, argomenti scelti per arginare il malcontento che cresce nei confronti della classe dirigente, anche di lui. E con l’avvio dei comizi politici cominciano ad arrivare le previsioni. Secondo un sondaggio del Levada Center citato dall’agenzia di stampa statale Interfax, il sostegno elettorale di Putin sarebbe aumentato di cinque punti rispetto al mese di novembre, mentre quello del leader dei comunisti che ha fatto incetta di voti, Ghennady Ziuganov, è calato da otto a sei. Ma al voto mancano ancora tre mesi.