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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

Enrico Vaime, l’intervistato prima tronfio e poi pentito - Psicodramma editoriale in quattro atti

Enrico Vaime, l’intervistato prima tronfio e poi pentito - Psicodramma editoriale in quattro atti. Atto primo L’editore Ali­berti manda in libreria l’ennesimo volume a firma Enrico Vaime (il set­timo per la precisione) che s’intito­la A sinistra nella foto (pagg. 123, euro 15). Il testo in questo caso non l’ha scritto Vaime, anche se il no­me bello grosso sulla copertina è il suo: si tratta di un’intervista rila­sciata a Luca Sommi. E in questa in­­tervista, densa di ricordi, Vaime ­almeno per come appare nel testo - le spara grosse. A partire da Enri­co Mentana, direttore dei Tg de La7, del quale dice: «È un cialtro­ne, è ignorante. Non ha studiato, non c’è un cazzo da fare. Bisogna studiareeee!». E non è che Menta­na sia il solo a vedersi fare le bucce. Bruno Vespa «è robaccia, è serie B, è provincia culturale, provincia mentale. Vespa è l’Italia centrale che crede nell’arcivescovo». Quan­to a Michele Santoro «fa bene il suo mestiere, però è il suo mestiere che non mi piace. Non mi piace perché non mi piace lui». E le trasmissioni di Maria De Filippi? «È il trionfo di un guardonismo pericoloso». Non va meglio ai politici. Alla domanda cosa pensi di D’Alema, Vaime ri­sponde: «Come animale? D’Ale­ma è soltanto una persona di rara antipatia... Lui come politico è una chiavica...». Mentre Renzi, il sinda­co di Firenze, piace ai giovani per­ché «i giovani cercano alternative e, purtroppo, lo fanno brancolan­do in un circuito di teste di cazzo». Quanto alla Rai:«In Rai l’unico bra­vo era Ruffini, per il resto il 90% so­no delle teste di cazzo». Atto secondo Qualcuno si adombra. Però Vaime li tranquilliz­za subito: non è colpa sua. Anzi mi­naccia querela al suo editore, Fran­cesco Aliberti. Per come la raccon­ta lui (a La Zanzara , su Radio24): «Ho querelato e denunciato chi si è permesso di attribuirmi quelle fra­si, in quella forma e in quella so­stanza... Mi hanno attribuito delle cose che non ho mai detto né pen­sato, e vedremo di rimediare per le vie legali. Hanno pubblicato senza la mia autorizzazione... Aliberti è un mascalzone e un cialtrone». Atto terzo Così il patron della ca­sa editrice: «Voglio precisare che sono in possesso della videoregi­strazione dell’intervista rilasciata da Vaime a Luca Sommi e che il li­bro pubblicato ne è la trascrizione fedelissima. Da domani sul sito sa­rà pubblicata l’intera videoregi­strazione dell’intervista». Atto quarto L’editore Aliberti trasmette via mail agli interessati una lettera arrivata in serata a fir­ma di Vaime: «Tutto è stato chiari­to con l’editore Aliberti... Ricono­sco la sua buona fede. Ho effettiva­mente reso l’intervista... Ma l’ho fatto in un clima colloquiale affret­tato e improvvisato... Dal canto suo Aliberti aveva fatto affidamen­to sulla definitività del testo. Mi di­spiace di aver esagerato nel valuta­re il suo comportamento...». Beh,c’è da dire che si ride per tut­ta la pièce .