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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

L’evoluzione del mondo pende dalle labbra dei baci - «Mi chiedo chi fosse il pazzo che inventò il primo bacio» disse Jonathan Swift, mentre Mar­ziale si lagnava che «ogni villano ti stampa addosso un bacio puzzo­lente » e Charles Dickens sostene­va che l’uomo è il solo animale che sappia baciare, e si sbagliava

L’evoluzione del mondo pende dalle labbra dei baci - «Mi chiedo chi fosse il pazzo che inventò il primo bacio» disse Jonathan Swift, mentre Mar­ziale si lagnava che «ogni villano ti stampa addosso un bacio puzzo­lente » e Charles Dickens sostene­va che l’uomo è il solo animale che sappia baciare, e si sbagliava. Ci voleva una donna, la biologa Sheril Kirshenbaum, per raccon­tarci una bella storia evolutiva e culturale del bacio, La scienza del bacio , in un saggio appena pubbli­cato da Raffaello Cortina (pagg. 180, euro 18). Perché alla fine in natura si baciano tutti, a modo lo­ro e per ragioni uguali e diverse. Tra gli altri primati i nostri cugini scimpanzé usano solo le labbra, mentre i bonobo baciano proprio come noi, e se ne accorse il guar­diano di uno zoo che, come benve­nuto, si ritrovò in bocca la lingua di un bonobo. Le giraffe intreccia­no i colli ( «si accollano»), gli uccel­li si strofinano i becchi, gli scoiat­toli e i porcospini si strofinano i nasi, ma non come gli eschimesi, credenza errata, perché in realtà gli inuit canadesi si annusano la faccia, come i criceti e i cani. All’origine del bacio umano e degli altri ani­mali ci sono molti e complessi adatta­menti evolutivi, a cominciare dal contatto bocca-ca­p­ezzolo durante l’al­lattamento fino alla pratica della premastica­zione e della rigurgitazio­ne tra madri e figli. Con l’ac­quisizione della statura eretta, nei primi ominidi il richiamo ero­tico si è spostato su, alla bocca, il cui rosso richiama le piccole lab­bra degli organi sessuali femmini­li, e dunque le labbra, secondo la definizione di Desmond Morris, sono «un’eco genitale». È anche per questo che il rossetto è rosso, come lo smalto per le unghie, non smetterò mai di ripeterlo a queste maledette che si mettono il verde, l’azzurrino, il giallo, da tagliargli le falangi. Volendo, siccome l’approccio fisico tra umani è più complicato di quello tra cani, potete giocare sulla terminologia scientifica e provarci con qualcuna non chie­dendo un bacio ma un’osculazio­ne, magari spiegandole che gli an­tichi romani distinguevano tre ti­pologie di bacio: l’ osculum , che era il bacio sociale e amichevole, il basium , bacio affettuoso tra i fa­miliari, e il savium , vero e proprio bacio sessuale e erotico, quello che più ci interessa. I cristiani, come al solito, han­no cominciato a rompere molto presto perché il bacio portava alle pratiche peccaminose del sesso (già nel 397, nel terzo Concilio di Cartagine, si cercò di impedi­re il bacio religioso fra sessi), sebbene nell’Antico Testa­mento ci si baciasse co­me dannati, e prima anco­ra nei testi vedici del 1500 a.C. e ovviamente nel Ka­masutra . Ma ci sono anche popoli che prima dell’arrivo de­gli europei non conoscevano il bacio, come gli abitanti delle isole Mangaia del Pacifico, che in compenso avevano una media di venti orgasmi alla settimana, mille orgasmi all’anno, senza mai baciarsi. A proposito di censure, non ci sono stati solo i divieti reli­giosi: durante le varie epidemie di peste il bacio era un modo per diffondere i germi e andava inter­detto per questioni igieniche, e perfi­no la storia del cine­ma non è sempre stata così liberti­na, visto che dal 1930 al 1968 vige­va il moralistico Codice Hays che vietava di «mostrare baci eccessi­vi e libidinosi, abbracci libidino­si, posizioni e gesti provocanti». Tuttavia il primo scandaloso ba­cio cinematografico risale addi­rittura al 1896, un piccolo film di trenta secondi che si intitolava Il bacio fra May Irwin e John C. Ri­ce, e il pubblico voleva chiamare la polizia. Nel 1963 arrivò invece Andy Warhol, con il film Kiss , 54 minuti di soli baci, e l’anno do­po, già che c’era, girò un blowjob di 35 minuti. In tedesco ci sono ben trenta parole diverse per dire il bacio, la più interessante è nachküßen , un bacio che risarcisce tutti quel­li non dati, praticamente un con­dono. Meno costoso dei cinquan­tamila dollari p­agati nel 2003 dal­la signora Joni Rimm per riceve­re un bacio di Sharon Stone, il primo bacio messo all’asta. Comunque se un bacio di qualche minuto vi sembra lungo pensate a Ja­mes Belshaw e Sophia Severin, che al Centro Commerciale Plaza di Lon­dra si sono ba­ciati per 31 ore, 30 minuti e 30 secondi. Il bacio, comun­que, è anche dietetico, e perfino una droga, nel senso che implica l’uso di una discre­ta quantità di muscoli facciali e brucia diverse calorie, mandan­do in circolo dopamina, ossitoci­na, serotonina e andrenalina. I vasi sanguigni si dilatano, il cer­vello riceve molto più ossigeno del normale e un fiume di endor­fine prodotte dalla ghiandola pi­tuitaria e dall’ipotalamo ci porta a un vero e proprio sballo chimi­co, praticamente in extasy. L’in­namoramento, in sostanza, è una molecola. Tutto questo, ov­viamente, se non state baciando vostra moglie. Infine secondo Freud il bacio è un simbolo di deprivazione del seno. Secondo Morris, al contra­rio, un modo per far rivivere l’in­fanzia. Secondo me è l’infinito dolore che mi separa dalle lab­bra di Scarlett Johansson, ma an­c­he il vetro che mi divide dalle lab­bra di Edy, la mia amante scim­panzé del Bioparco di Roma, con la quale mi scambio infiniti baci ogni settimana, ma quello è amo­re vero, altra storia.