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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

Pure Saviano sbaglia ma i suoi strafalcioni sono veri capolavori - Se lo stesso errore di grammatica lo avrebbe fatto un giornalista, il direttore lo li­cenziava dopo averlo sgridato forte

Pure Saviano sbaglia ma i suoi strafalcioni sono veri capolavori - Se lo stesso errore di grammatica lo avrebbe fatto un giornalista, il direttore lo li­cenziava dopo averlo sgridato forte. Se inve­ce lo avrebbe fatto uno studente in un te­ma, la professoressa ci dava cinque dopo averlo sgridato forte.Invece l’errore l’ha fat­to lo scrittore Roberto Saviano, e la sua im­magine, secondo illustri commentatori quali Beppe Severgnini del Corriere della Sera , ne è uscita fortemente migliorata. I fatti. Saviano, adepto del social network Twitter, posta un cinguettio in un italiano lie­vemente discutibile: «Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola»? Alla do­manda non sappiamo rispondere, essendo ignoranti sui massimi sistemi, in compenso il peso specifico di quell’accento tra «Qual» ed «è» è sufficiente (o sufficente?) per essere bocciati alla maturità. Tutto qui. Niente di speciale. Chi non fà errori di ortografia per distrazione, per sonnolenza, perché i tasti del pc sono vicini, troppo vicini, scagli il pri­mo iPad. Bastava farci sopra una risata,sen­za troppi patè d’animo. Invece Saviano, ico­na del bello scrivere secondo molti ma non tutti (Antonio Socci ha documentato lo stile trasandato della prosa savianesca), ha volu­to rincarare la dose. Non ha detto come un grandissimo uomo del XX secolo: «Se sba­glierò, mi corigerete». Di essere correggiu­to dai suoi followers, o fedeli,o fan,l’autore di Gomorra non ne ha voluto sapere. E ha re­plicato con dubbia modestia, di certo un po’ scherzando ma comunque paragonan­dosi a un Premio Nobel e a un geniale aut­saider delle patrie lettere: «Ho deciso conti­nuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo co­me # Pirandello e #Landolfi. r.». Giusto. Le convenzioni borghesi come la grammatica non vanno smontate dall’interno ma attac­cate frontalmente. Se poi, oltre a Pirandello e Landolfi, c’è l’avallo (o avvallo, non mi ri­cordo mai) di un pezzo grosso come Sever­gnini, davvero non c’è problema.«L’ha cor­retto, ma non deve vergognarsi - scrive Se­vergnini - Tutti sbagliamo, e su Twitter non esistono correttori automatici. Non solo: quell’apostrofo è la prova che Saviano,i twe­et, se li scrive da solo».Che autenticità mera­vigliosa, in quello sfondone. Anche Gianni Riotta ha tentato una difesa d’ufficio sul web, tomi di grammatica alla mano, ma era una evidente gentilezza verso un amico. Ora urge riunione di redazione in via Sol­ferino per decidere la linea. Pochi giorni fa, un’altro autorevole editorialista del Corrie­re , Gian Antonio Stella, aveva redarguito l’onorevole Michaela Biancofiore,chieden­dosi chi l’avesse promossa alle elementari, visto che la deputata Pdl inciampa su accen­ti e apostrofi(«senza sentire n’è i dirigenti del Pdl n’è verificare la sensibilità degli elet­tori... »). Ecco la risposta: l’onorevole Bian­cofiore è stata promossa dallo stesso mae­stro che ha promosso lo scrittore Saviano.