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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

L’«indecenza» di Lombardo: povero con 16mila euro al mese - «Anche per i burocrati finisce il tem­po dei privilegi», ha esultato sul suo blog lo scorso 7 dicembre, annuncian­do lo stop alle baby pensioni siciliane, «un provvedimento – ipse dixit , anzi, scripsit – che ritengo prioritario per eli­minare privilegi e trattamenti partico­lari che certo non fanno onore alla no­stra regione»

L’«indecenza» di Lombardo: povero con 16mila euro al mese - «Anche per i burocrati finisce il tem­po dei privilegi», ha esultato sul suo blog lo scorso 7 dicembre, annuncian­do lo stop alle baby pensioni siciliane, «un provvedimento – ipse dixit , anzi, scripsit – che ritengo prioritario per eli­minare privilegi e trattamenti partico­lari che certo non fanno onore alla no­stra regione». Eh sì, perché Raffaele Lombardo, anzi Arraffaele , come vele­n­osamente lo apostrofa il suo ex asses­sore, ora deputato del Pid, Pippo Gian­ni, non ama i privilegi. Altrui. Perché i propri, di vantaggi, il leader Mpa inco­ronato governatore di Sicilia nel 2008 dal centrodestra, e ora alla guida di una giunta del ribaltone a maggioran­za centrosinistra, non li vede proprio. È il presidente di Regione con l’inden­nità più alta d’Italia, 15mila 683 euro netti al mese? «È appena decente – ri­sponde – tenendo conto dei rischi e del­le r­esponsabilità che affronta un gover­natore. Se dobbiamo rapportare il mio stipendio al lavoro che faccio, minimo dovrebbero triplicarlo». Punti di vista. Del resto, perché stupir­si? Il governatore, oltre ad essere il più pagato d’Italia, vive anche da re, in un castello, Palazzo d’Orleans (vi abitò nell’800 il futuro re di Francia Luigi Fi­lippo d’Orleans), sede della Presiden­za della Regione e anche di un apparta­mento a disposizione del governatore di turno. Lombardo, regnante in cari­ca, sembra l’abbia fatto ristrutturare un po’. E così, tra gli sberleffi degli av­versari politici, è spuntata in bagno an­che una sauna. «Non è una sauna ma una doccia con vapore riscaldato che non ho allestito io ma mi è stata lascia­ta dal mio predecessore», ha giurato Raffaele. «Sino a quando sono stato presidente io non c’era nessuna sauna o doccia a Palazzo d’Orleans», ha assi­curato, prima di finire in disgrazia e in carcere, l’ex governatore Salvatore Cuffaro. Lombardo si è offeso. Un an­no fa, per le polemiche sulla sauna, e adesso, per quelle sul suo stipendio. E se l’è presa con i giornalisti «zelanti pennivendoli» che hanno osato rac­contare la faccenda. Già, i giornalisti, l’altra fissazione del governatore:quel­li che lo amano sono ok, quelli che lo criticano complottano contro di lui. Se l’è presa con tanti,il governatore.Pure col Tg1 di minzoliniana memoria. E pu­re con Repubblica , rea di avere antici­pato la storia dell’inchiesta per collu­sioni mafiose del governatore che adesso la procura di Catania ha chie­sto di archiviare. Il governatore ha que­relato il quotidiano di Ezio Mauro. Ma le spese le pagheranno i siciliani. Si, avete letto bene, proprio i contribuenti siciliani. Perché il governo Lombardo, nel settembre scorso, ha deciso che la parcella dell’avvocato in questa causa sarà pagata con i fondi, pubblici, della presidenza. Una cosa però va riconosciuta: Lom­bardo è generoso. «Non faccio il gover­natore per denaro – ha detto a proposi­to della polemica sul suo super- stipen­dio – non so quanto guadagno e quan­to mi rimane in tasca. Sono disposto an­che ad avere metà di quel che percepi­sco. Non faccio una vita di lussi, ho so­lo le tasche bucate». Ed in effetti Lom­bardo, per i suoi amici, non bada a spe­se. Secondo uno studio della Cisl, negli ultimi due anni, ha nominato in media tre consulenti al mese, l’ultimo, il nu­mero 80 in due anni, il trentaquattresi­mo del 2011, un mese e mezzo fa. Giu­sto per farsi un’idea, tra il 2007 e il 2009, a cavallo tra Cuffaro e Lombardo, le consulenze della presidenza erano sta­te 23. In tutto. Magnanimo, il governa­tore. Munifico nelle spese grandi, ma anche nelle piccole, Lombardo. Le spe­succe per cravatte in seta con la scritta «Trinacria» o «Sicilia», quest’anno an­che le magliette celebrative dei 65 anni dell’Autonomia siciliana,o ancora per libri e bandierine, non si contano. Per non parlare dei contributi a chiese e conventi di Sicilia, specie del Catane­se, la sua area d’origine. Certo, si vede che c’è la crisi.A Natale del 2008,pochi mesi dopo l’insediamento,Lombardo regalò ai 90 onorevoli del Parlamento siciliano gemelli d’oro con lo stemma dell’autonomia e 70 palmari Blackber­ry destinati ad altrettanti giornalisti. Fu il putiferio, intervenne la Corte dei Conti. E Lombardo fece mea culpa , di­cendosi disponibile a rifondere di ta­sca propria la Regione. Facile, con il su­per- stipendio di governatore più paga­to d’Italia.