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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

Pensione a 45 anni? In Sicilia ancora si può E scatta la grande fuga - All’arrembaggio della ba­by- pensione

Pensione a 45 anni? In Sicilia ancora si può E scatta la grande fuga - All’arrembaggio della ba­by- pensione. Altro che Jack Spar­row: l’ isola del tesoro non si trova ai Caraibi ma è la Regione Sicilia­na e i veri pirati sono quelli che qui conquistano fortune a colpi di pri­vilegi. Proprio la prospettiva di per­derne uno fra i più preziosi, la fami­gerata baby- pensione che molti onesti cittadini credevano estinta da tempo, ha scatenato la corsa verso la richiesta del riposo antici­pato prima che nuove e più severe norme rendano impossibile met­tersi comodamente in pantofole addirittura a 45 anni. La legge incriminata (che po­trebbe essere cancellata entro la fi­ne dell’anno con il voto dell’As­semblea regionale previsto, forse, per oggi)è la 104 del 1992, che la Si­cili­a ha recepito allargandone ulte­riormente le maglie. La norma, at­tualmente in vigore soltanto in Si­cilia, prevede che un dipendente della Regione possa andare in pen­sione con 25 anni di contributi per gli uomini e addirittura soltanto 20 per le donne se si ha un parente disabile. La Corte dei Conti ha cal­colato che nel 2010 il 40 per cento dei dipendenti regionali siciliani è andato in pensione in anticipo. Tra questi 286 hanno potuto farlo usufruendo della legge 104. E ora che la legge è stata messa in discus­sione e potrebbe essere, giusta­mente, abrogata si è scatenata la corsa al pensionamento. Una ventina di giorni fa hanno cominciato a presentarsi allo spor­tello della Funzione Pubblica di Palermo decine di dipendenti re­gionali che hanno chiesto la pen­sione anticipata con la legge 104. Insomma mentre il governo Mon­ti innalza l’età della pensione fino a 67 anni per il resto d’Italia in Sici­lia c’è chi riesce a mettersi a riposo a 45 anni. Al momento i baby pen­sionati registrati nel 2011 sono già 275 e la previsione è che salgano ol­tre i 300 visto che si tratta della loro ultima possibilità per godere di questo assurdo privilegio. Nessun cittadino italiano con un parente disabile infatti può usufruire di questo stesso diritto. Ma nonostante sia scandaloso che i dipendenti regionali siciliani abbiano un trattamento del tutto diverso dal resto degli italiani non è questo l’aspetto peggiore della faccenda: indovinate chi è che ha approfittato della situazione pri­ma che sia troppo tardi? Ma natu­ralm­ente il fior fiore tra gli assesso­ri e i dirigenti siciliani. Un esempio luminoso del passato è quello di Pier Carmelo Russo. Mitico segre­tario generale della Regione, pen­sionato a 47 anni grazie alla 104 vie­ne ingaggiato subito dopo come assessore nella giunta guidata da Raffaele Lombardo. La sua pensio­ne ammonta a quasi 11.000 euro lordi al mese e Russo ha assicurato che lo stipendio da assessore verrà sempre versato in beneficenza. Ma Russo è in ottima compagnia. C’è anche Eugenio Randi,53 anni, assessore al Patrimonio del Comu­ne di Palermo, pensionato nel 2010 e tornato a guidare un altro as­sessorato pochi mesi dopo. L’ulti­mo della lista è Cosimo Aiello, un ragazzino di 51 anni. Come è stato nominato capo di gabinetto del­l’assessore alla Funzione Pubbli­ca, Caterina Chinnici, ha chiesto la pensione, sempre a causa di un padre malato. Subito dopo è stato richiamato al lavoro dalla Chinni­ci ma, assicura, a titolo gratuito. Il record di età però spetta a una diri­gente delle Pari Opportunità, Lore­dana Ciriminna, pensionata a 46 anni nel 2010. Non ci sono soltan­to politici fra i pensionati baby. Ben nutrita anche la schiera dei fo­restali a riposo. Eclatante e per questo più volte citato il caso di To­tò Barbitta pensionato a 45 anni con meno di 17 anni di lavoro. E c’è anche uno scandalo nello scandalo. La Regione sta parlando di abolire questo privilegio da me­si senza però aver ancora conclu­so niente. È ovvio che così facendo offre su un piatto d’argento tutto il tempo necessario, a chi ne vuole approfittare, di beneficiare della 104 prima che sia cancellata.