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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

Inchieste sui deputati decide tutto il Carroccio - Sì all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche che riguardano l’ex ministro Saverio Romano; nessuna decisione sulla richiesta di arresti per l’ex sottosegretario Nicola Cosentino

Inchieste sui deputati decide tutto il Carroccio - Sì all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche che riguardano l’ex ministro Saverio Romano; nessuna decisione sulla richiesta di arresti per l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Se ne riparla il 10 gennaio. In un caso come nell’altro, occhi puntati sulla Lega. I leghisti che riscoprono l’opposizione, infatti, sono diventati molto meno prevedibili di una volta. È stato decisivo il loro voto a favore della magistratura di Palermo che indaga su Romano e chiede di utilizzare alcune intercettazioni telefoniche che mettono nei guai l’ex ministro. Anche con Cosentino il voto dei leghisti potrebbe diventare decisivo (come accadde per Alfonso Papa). E i segnali che giungono dai vertici della Lega non lasciano tranquillo il Pdl e soprattutto Cosentino stesso. Questa svolta della Lega Nord, però, comporta un gran mal di pancia al loro rappresentante in Giunta per le Autorizzazioni. L’onorevole Luca Paolini è un avvocato e un garantista. Non voterebbe mai, in nessun caso, un via libera agli arresti per un collega. E così, facendo leva sul suo disagio, il Pdl ha chiesto e ottenuto un rinvio di venti giorni. Nel frattempo, subito dopo Natale, il Tribunale del Riesame di Napoli dovrà decidere sulla richiesta di arresto per il deputato Cosentino, il quale, nonostante tutto, resta coordinatore regionale del Pdl. Inutile dire che l’esponente Pdl si augura che a quel punto la sua situazione venga rovesciata. Mai come in questi giorni i leghisti sono diventati ago della bilancia quando si tratta di decidere sulla sorte di parlamentari-imputati. Ieri mattina sono stati i loro voti, confluiti con il centrosinistra, a far dire «sì» alla richiesta della magistratura di Palermo. E se anche Saverio Romano dichiara al termine del voto che lui non ha paura di queste intercettazioni, e che anzi lo potranno «solo aiutare a dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi si contestano», è un fatto che il Pdl vede con rabbia questi voti che colpiscono esponenti della ex maggioranza. «Non riesco a contenere l’amarezza che provo di fronte alla sottovalutazione dell’attacco giudiziario che alcune determinate procure hanno posto in essere da tempo contro il centrodestra», si sfoga Amedeo Laboccetta, Pdl, turbato dall’assenza di 33 colleghi di partito al momento del voto, da Berlusconi in giù. Giornata di grandissima tensione, sempre ieri, per Cosentino, che teme fortemente di fare la fine di Alfonso Papa. Per il deputato napoletano, poi finito in una cella del carcere di Poggioreale, l’orientamento della Giunta per le Autorizzazioni fu l’antipasto di una decisione amara. Lo stesso poteva essere per il potente deputato casertano. Centrodestra contro centrosinistra alla pari, la differenza a questo punto la fanno solo i leghisti. E tutto lascia capire che i vertici della Lega sono intenzionati a mollare Cosentino al suo destino. Sennonché il peones Paolini s’è rifiutato fino all’ultimo di votare l’arresto per il collega. «Mi dimetto», sbuffava in un corridoio. «La mia decisione è legata a ragioni personali». Poi ci ha ripensato. «Io non mi dimetto da nulla». «Non è possibile che Cosentino dal 2001 a oggi sia stato ascoltato dai pm soltanto ieri (martedì, ndr)». E alla fine: «Comunque io sono personalmente contrario alla carcerazione preventiva». «La verità è che la Lega vuole prendere tempo perché, nonostante l’apparente unità, è ancora profondamente divisa. Il rinvio permetterà inoltre al Carroccio di riaprire le trattative con il Pdl», commenta Marilena Samperi, Pd. Antonio Di Pietro e Federico Palomba, Idv, accusano: «Vogliono salvare Cosentino e proteggere Gomorra».