Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore 24/12/2011, 24 dicembre 2011
«MRS. DEBITO», LA VITA IN TRINCEA DI MARIA CANNATA - È
stanchissima, lo ammette, il 2011 è un anno da dimenticare. Ma non per questo perde la sua grinta e quella caparbia positività che la caratterizza e che trapela dai suoi grandi sorrisi. Maria Cannata, classe 1954, sposata con una figlia, è dal dicembre 2000 dirigente generale al Mef e direttore della direzione del debito pubblico del Tesoro. In altre parole, sulla sua scrivania transitano ogni anno le centinaia di miliardi di titoli in asta e la gestione complessiva dei 1.900 miliardi di debito pubblico. Maria Cannata sta chiudendo il 2011 e già pensa al 2012 e alla novità del titolo di Stato disegnato per i risparmiatori venduto tramite il trading on line di Borsa italiana. «Sarà un titolo totalmente nuovo - spiega - Stiamo definendo in questi giorni le caratteristiche ma posso anticipare che sarà facile da capire, che sarà negoziabile ma premierà chi lo deterrà fino a scadenza». La formula ricorda quella dei titoli del risparmio postale «ma sarà un prodotto con caratteristiche tutte sue». L’investitore potrà rivendere il nuovo titolo in qualsiasi momento perchè una o più banche si impegneranno a quotarne il prezzo sul secondario.
Il supporto e la collaborazione delle banche italiane ed estere è in effetti fondamentale per l’intensa attività di collocamento e trading dei titoli di Stato italiani. Sui 20 primary dealer, che si impegnano a partecipare alle aste e a garantire la liquidità sul secondario, il Tesoro ha contato nel 2011 e lo farà anche nel 2012. «Smentisco in maniera categorica che uno o due primary dealer non abbiano partecipato alle ultime aste», precisa, facendo intendere che al contrario c’è interesse per avviare ex-novo l’attività di primary dealer sull’Italia, tant’è che non esclude che la lista degli specialisti si allunghi nel 2012. «Tutti i primary dealer sono stati presenti in asta regolarmente quest’anno. Nelle ultime emissioni, però, gli ordini provenienti dall’estero, da conti inglesi, francesi, tedeschi e olandesi, sono stati superiori alle attese e per questo motivo alcune banche sono rimaste senza titoli, a bocca asciutta». Avevano avanzato richieste per tassi troppo elevati, evidentemente, quando invece spesso il Tesoro riesce a collocare i titoli in asta a rendimenti sotto il livello del secondario e quindi a spuntare un costo di raccolta migliore rispetto a quello indicato dal mercato. Detto questo, Maria Cannata ammette che i titoli di Stato italiani sono stati venduti a tassi troppo alti nella seconda metà di quest’anno. «Il primo semestre è stato buono, abbiamo collocato due terzi della raccolta. Questo ha fatto sì che il costo medio all’emissione sia salito quest’anno al 3,6% nonostante gli alti rendimenti delle ultime aste».
Quello che è accaduto da questa estate era inatteso, commenta Maria Cannata: «Improvvisamente il nostro vecchio debito era diventato troppo grande quando in realtà non è che fosse cambiato molto. E il quadro europeo non ci ha aiutati: si è improvvisamente incrinata la fiducia nel debito sovrano degli Stati avanzati e compromesso il mercato dei titoli di Stato di molti paesi europei». L’Italia oltretutto deve fare i conti anche con il confronto tra i BTp e i rendimenti attualmente molto più bassi dei titoli di Stato spagnoli. A questo riguardo Maria Cannata ci tiene a precisare che con un’asta di BoT da 9 miliardi se ne fanno tre spagnole. «I nostri ammontari sono molto più elevati», sottolinea ricordando che i Bonos spagnoli hanno un mercato molto domestico e le banche spagnole sembrano avere margini più ampi di tolleranza nell’acquistare i titoli di Stato.
E perchè allora non pensare a un BTp a due anni per fare concorrenza allo Schatz tedesco? «No, non è previsto», risponde alla domanda secca. «Un nuovo BTp a 24 mesi rischierebbe di cannibalizzare le emissioni dei CTz e dei BTp triennali: avremmo un titolo in meno e la vita media del debito, attualmente di poco superiore ai 7 anni, si ridurrebbe. Non ci conviene». La durata finanziaria del debito pubblico è di cinque anni: il roll over va calcolato su un arco quinquennale. «In base alle analisi di sensitività, dopo tre anni il debito assorbe il 50% dell’impatto del rialzo dei tassi».
Il direttore del debito pubblico è consapevole che il 2012 sarà un’annata estremamente impegnativa sul primario: pende ancora il «pericoloso» verdetto delle agenzie di rating. «Le emissioni lorde l’anno prossimo ammonteranno a circa 450 miliardi - puntualizza Cannata -. Quest’anno siamo arrivati a quota 430 miliardi e qualche milione. Per l’anno prossimo, oltre ai 202 miliardi di titoli a medio-lungo termine in scadenza, dovremo finanziare il fabbisogno del settore statale pari a circa 23,6 miliardi usando i BoT e il medio-lungo. A questo si aggiungono tutte le emissioni dei BoT, flessibili, a tre, sei e dodici mesi: così si arriva a 450 miliardi».