Monica D’Ascenzo, Il Sole 24 Ore 23/12/2011, 23 dicembre 2011
CLIENTI IN RIVOLTA SUL CONVERTENDO BPM
L’assemblea degli obbligazionisti della Banca Popolare di Milano ha approvato la proposta di ristrutturazione del prestito convertendo 2009/2013. Eppure le oltre tre ore di confronto dell’assise sono state tutt’altro che indolori. «Questo è un imbroglio colossale». «Anche chi ha sottoscritto i bond argentini ha recuperato il 30%: qui siamo al 10%». «Questa truffa non deve passare, deve intervenire la Procura di Milano». «Sono qui per votare contro». «Il direttore generale Enzo Chiesa si dimetta». Sono solo alcuni stralci degli interventi dei piccoli obbligazionisti, che si sono susseguiti per quasi quattro ore e che hanno messo in imbarazzo il direttore generale di Bpm, Enzo Chiesa. «Dire che sono imbarazzato è poco ma non tanto per la multa, che pagherò, e non per la perdita registrata dal convertendo e dalle azioni Bpm. Ma perché si mette in dubbio la mia buona fede all’inizio» ha spiegato Chiesa, aggiungendo: «se solo avessi saputo che la crisi avrebbe avuto un impatto così forte sui titoli della banca, non avrei assolutamente mai pensato di poter fare una cosa di questo tipo». Inoltre il direttore generale ha assicurato che «non ci sono stati premi per la vendita del convertendo, come la Consob ha constatato» e a chi gli chiedeva di dimettersi ha risposto che «le dimissioni sono una cosa personale».
L’assemblea dei bondholder ha, infine, approvato la proposta di ristrutturazione del prestito convertendo 2009/2013 con una maggioranza del 53,7% contro una percentuale di rpesenti pari al 56,4% degli obbligazionisti. A seguito delle modifiche, gli obbligazionisti vedranno convertiti i bond in azioni di nuova emissione il 29 dicembre 2011, anziché il primo giugno 2013, e riceveranno 3,88 euro per ogni obbligazione come rata degli interessi maturati dall’ultima data di pagamento.
L’operazione era stata già oggetto di contestazioni. «L’anticipo della scadenza del convertendo Bpm dal primo giugno 2013 al 29 dicembre 2011 causerà agli obbligazionisti una perdita tra il 50 e il 70%» aveva denunciato Altroconsumo, presentando un esposto alla Consob «perchè riaccenda i riflettori sul cambio forzato delle regole gioco, deciso univocamente a partita ancora in corso». La Consob, peraltro, aveva già indagato sul convertendo Bpm. Il collocamento «spinto» da parte della banca è costato a tre alti dirigenti della banca una multa complessiva di 377 mila euro. La Consob ha sanzionato con 175 mila euro a testa l’ex direttore generale dell’istituto, Fiorenzo Dalu, il suo successore, Enzo Chiesa, nonché con 27.600 euro il responsabile della funzione compliance, Ivano Venturini. I tre dirigenti sono stati multati per le irregolarità accertate agli sportelli della Bpm dove i dipendenti della banca, modificando il profilo di rischio dei clienti per renderlo idoneo all’acquisto del convertendo e adottando prassi commerciali non corrette, hanno spinto per piazzare l’obbligazione a correntisti che non avevano un profilo idoneo a sottoscrivere titoli complessi e illiquidi quale appunto il convertendo. Sull’argomento rilancia anche Federconsumatori, che ha dato mandato a un collegio di legali, coordinato dall’avvocato Massimo Cerniglia, di predisporre una class action contro la Bpm.
L’approvazione della ristrutturazione del convertendo è stata, comunque, salutata con favore dai mercati. A Piazza Affari ieri il titolo della banca ha chiuso le contrattazioni con un balzo del 5,08% terminando a quota 0,31 euro per azione. Intanto i vertici continuano a lavorare per poter individuare e nominare un consigliere delegato a inizio 2012 e avviare così un nuovo corso per la banca.