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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

LA NUOVA CAMPAGNA DI RUSSIA DI MARCHIONNE

La Fiat non ha voluto rilasciare alcun commento, ma dalla Russia filtra la notizia di un accordo entro marzo 2012 per la costruzione di un nuovo impianto automobilistico a San Pietroburgo, la vecchia Leningrado. Non sarà Togliattigrad, la mitica città intitolata al leader del partito comunista italiano (dalle buoni frequentazioni russe) e situata a 1700 chilometri a est della vecchia capitale zarista dove la Fiat sbarcò nel lontano 1966 per poi andarsene alla fine del secolo scorso. Stavolta siamo a San Pietroburgo, sul mar Baltico, ma la collocazione obbedisce, ancora una volta, alla logica della penetrazione a est, verso mercati che sulla carta sono tra i più promettenti e sulla quale Fiat punta da tempo.
A dare la notizia è stato Alexey Chicckanov, capo del Comitato per gli investimenti e i progetti strategici della città: “Fiat ha trovato un partner russo serio” ha detto. “Sarà una fabbrica moderna, con grossi volumi di produzione” ha poi aggiunto senza però rilasciare commenti sull’identità del partner.
LE VARIE indiscrezioni puntano sulla Sberbank, importante banca russa il cui nome era già circolato quando la Fiat aveva deciso di abbandonare il progetto di un impianto a Nizhnij Novgorod, città della Russia centrale per valutare con attenzione proprio la zona di San Pietroburgo dove sono già presenti gli stabilimenti di Ford, Toyota, General Motors e Nissan. All’epoca la Sberbank spingeva per un accordo commerciale con la casa Derways di cui possiede il 51 per cento e della quale è creditrice.
L’operazione russa, se confermata, serve alla Fiat per tornare in forze in un paese che continua a concedere incentivi statali per lo sviluppo della produzione manifatturiera. Secondo le ultime stime del ministero dello Sviluppo Economico, nei primi otto mesi dell’anno il Pil russo è cresciuto del 4% rispetto al corrispondente periodo del 2010: “Da registrare soprattutto – si legge nel rapporto congiunto dle ministero per lo Sviluppo e del ministero degli Esteri – la crescita nella produzione di mezzi di trasporto (più 30,6 per cento), dovuta in larga parte al mantenimento fino a giugno 2011 degli incentivi statali , già in vigore da alcuni anni, per l’acquisto di auto nuove pro-dotte nel territorio della Federazione”.
Secondo le varie analisi la Russia non sembra particolarmente esposta sul mercato finanziario internazionale. Quindi si tratta di una valutazione strategica anche se non chiara nelle quantità. Anche perché non solo i suoi concorrenti europei si sono già mossi nella stessa direzione, e prima della Fiat, con accordi di partnership locali da parte di Renault, Ford e General Motors, ma anche perché secondo l’Association of European business le vendite di auto in Russia dovrebbero aumentare del 12 per cento entro il prossimo anno. L’attenzione verso la Russia era già insita nella decisione di realizzare lo stabilimento in Serbia, a Kragujevac, dove veniva costruita la Zastava e nel quale la Fiat può contare non solo su bassi salari, sulla “tassazione zero” per dieci anni e su incentivi complessivi per 400 milioni di euro ma anche sull’accordo commerciale tra Serbia e Russia che non prevede dazi commerciali.
LA NOTIZIA di un possibile stabilimento in Russia non preoccupa un sindacato sempre critico con la Fiat come la Fiom: “A due condizioni – spiega al Fatto, Giorgio Airaudo che dei metalmeccanici Cgil è il responsabile Auto – che non si peggiorino le condizioni dei lavoratori e che la Fiat non ci dica solo le fabbriche farà in Europa e nel mondo ma anche quelle che farà in Italia”. La polemica della Fiom, al netto dello scontro sindacale sul contratto , è rivolta anche alle strategie produttive del Lingotto: “In realtà, fino a oggi, come fiore all’occhiello, hanno presentato solo Pomigliano, ma se si guardano i prodotti che attualmente sono al centro della promozione Fiat si scopre che sono tutti costruiti all’estero: Freemont in Messico, Voyager negli Usa, la Lancia Thema in Canada e la Ypsilon e la Cinquecento in Polonia”. In Italia, invece, oltre la Panda di Pomigliano si costruiscono i modelli più vecchi come la Musa a Mirafiori che è ormai scesa al minimo storico di produzione, la Giulietta a Cassino che vede rinviare al 2013 le nuove produzioni e la Punto a Melfi. Ad Atessa si costruisce il Ducato mentre Termini Imerese è stata chiusa.
Nell’ottica del rafforzamento della propria capacità internazionale, l’azienda diretta da Sergio Marchionne ha annunciato ieri che Chrysler e Fiat hanno aperto due centri di distribuzione Mopar (accessori dei marchi del gruppo) uno a Shanghai in Cina e l’altro a Dubai, negli Emirati arabi uniti, “per sostenere la crescita nei mercati internazionali”. Anche in questo caso si è privilegiata la collocazione più favorevole dal punto di vista del trattamento fiscale: il centro di distribuzione in Cina verrà situato nella Free Trade Zone del porto di Yangshan (Shanghai), mentre quello di Dubai nella zona franca di Jebel Ali.