Chi. Pao., il Fatto Quotidiano 22/12/2011, 22 dicembre 2011
È LA LEGGE DEL PIÙ FORTE
Non è facile parlare con Franco. La porta della sua tabaccheria, nel quartiere Prati di Roma, si apre e si chiude in continuazione. Sigarette. Ricariche telefoniche. Un pacchetto regalo. Due gratta e vinci. Una bolletta e una multa da pagare.
Il lavoro non manca.
È Natale, tutto più complicato.
E mettersi a vendere anche i giornali come sarebbe?
Non so, ma è un prodotto anche quello.
In effetti voi avete di tutto, dai cosmetici ai quaderni scolastici, dai servizi telematici alle sigarette. Non sarete ingordi?
Bisogna fare così per tenere il giro. Non è che ci divertiamo a vendere di tutto. Semplicemente, proviamo a restare sul mercato. Negli ultimi anni abbiamo avuto un bel calo, alcuni già hanno disdetto le convenzioni per i pagamenti delle bollette, non ci si guadagna niente.
L’ipotesi giornali la convince? Se venisse confermata la logica della sperimentazione anni Novanta, avreste anche il vantaggio di vendere solo i prodotti più richiesti dal mercato.
Inutile negare che l’ipotesi sia interessante, ma finora pochi di noi l’hanno sfruttata. Servono spazi adatti, orari di consegna particolari, non sarebbe comunque semplice.
I suoi colleghi non amano parlare coi giornalisti, lei è l’unico disponibile sui cinque dell’isolato.
Vabbè, non è bello quando ti senti accusato di voler rubare il lavoro a un altro.
Dica la verità, voi guadagnate più di loro.
Ma che vogliamo scatenare una guerra tra poveri? Poi ci sono altre categorie che potrebbero subentrare. Soprattutto i bar, le librerie, anche se penso più che altro a un modo diverso di vendere i giornali associandoli a certi tipi di locali dove si mangia, si ascolta la musica. Non è detto che sia negativo un passaggio a un consumo nuovo della carta stampata. Capisco la difficoltà degli edicolanti, ma tanto tocca a tutti prima o poi: i piccoli cedono davanti ai grandi, il nostro sistema economico porta alle concentrazioni.
Però voi avete il lavoro garantito: sigarette, marche da bollo, lotterie varie. Sarebbe contento lei se domani mattina gli edicolanti potessero liberamente offrire gli stessi servizi facendovi la concorrenza?
È vero, noi un lavoro ce l’abbiamo di sicuro, ma garantisco che non navighiamo nell’oro. La crisi sta colpendo tutti i redditi medio-bassi, dovremmo studiare qualcosa per aiutare la classe dei lavoratori semplici, dei negozianti, dei piccoli imprenditori. Magari tassando i grandi patrimoni e la gente che i soldi ce li ha davvero.
Quindi crede o no alle liberalizzazioni?
A quelle vere sì, ma sulle grosse cose. Banche, energia, roba così. Ma se non sono riusciti nemmeno ad aprire la questione dei tassisti, figuriamoci come possono metter mano su questi equilibri colossali. È un governo tecnico che cammina sulle uova. I partiti vogliono vivacchiare fino alle elezioni. Ci andranno di mezzo quelli che non c’entrano niente, come al solito.