Fabrizio Dragosei, Corriere della Sera 22/12/2011, 22 dicembre 2011
IMBALSAMATORI RUSSI GIA’ PRONTI PER UN’ALTRA «MUMMIA» COREANA —
Per ora assicurano di non essere stati contattati dai coreani, ma in qualsiasi momento potrebbero mandare i loro esperti per fare il lavoro. Il centro che da quasi ottant’anni si occupa della salma di Vladimir Lenin conservata nel mausoleo sulla Piazza Rossa non vorrebbe proprio perdere uno dei migliori clienti. In fin dei conti sono stati loro a consegnare all’immortalità il padre del defunto Caro Leader. Se tutti i cittadini nordcoreani possono recarsi a rendere omaggio all’Eterno Presidente, il merito è dei russi. Fu a loro che nel 1994 venne affidato il corpo di Kim Il-sung. Erano tempi torbidi in Russia, tutto appariva incerto e l’immagine del Paese non era delle migliori. Ma il Centro degli imbalsamatori, sotto la guida ferma del suo direttore Valerij Bykov, non ha perso un colpo. E negli anni è riuscito a riproporsi sulla scena mondiale, come quello più affidabile al mondo.
L’operazione Kim Il-sung è stata tra le più grandiose, con un costo di un milione di dollari, più 800 mila l’anno per il mantenimento. Ma molti altri leader mondiali sono passati per le esperte mani degli scienziati della formaldeide. Innanzitutto, come abbiamo detto, Vladimir Il’ich Lenin, padre della rivoluzione d’ottobre morto nel 1924. Per la verità, con lui le cose non sono andate benissimo e il colore della pelle (sono visibili solo mani e volto) non è dei più naturali. Ma sbagliando si impara. Così Stalin, morto nel ’53, piazzato accanto a Lenin e poi rimosso in epoca kruscioviana, è riuscito molto meglio. «Ancora oggi, se venisse dissepolto, sono sicuro che verrebbe trovato in ottimo stato», ha dichiarato con orgoglio l’ex direttore del Centro Sergej Debov.
La tecnica è stata applicata al bulgaro Dimitrov, ex presidente del Comintern, al leader della Cecoslovacchia Gottwald, al vietnamita Ho Chi-min (lui voleva essere cremato ma gli onnipotenti sovietici nel 1969 decisero altrimenti), all’angolano Neto, ai presidenti della Mongolia e della Guyana.
Al Centro lavorano 12 specialisti che negli anni Novanta si trovarono in grande difficoltà. Il capo, Bykov, riuscì ad ottenere dal governo di poter lavorare anche per privati, tanto per arrotondare le entrate. La richiesta continuava a crescere, soprattutto negli ambienti malavitosi. «Ma purtroppo spesso dobbiamo rinunciare — spiegò costernato il direttore del Centro —. I corpi sono crivellati di pallottole o peggio. Non c’è niente da salvare». Per chi era disposto a spendere, comunque, il Centro forniva tramite una sua filiazione privata, anche un mini-mausoleo da sistemare nel parco della dacia, copia perfetta di quello di Lenin.
E oggi? L’imbalsamazione sembra piacere solo a coreani e simili. I russi sono passati a tecnologie più sofisticate. «Va molto la crio-conservazione in azoto liquido», dice il fondatore della società Kriorus, Danila Medvedev. «E i prezzi sono modici: 10 mila dollari se si salva solo il cervello del caro estinto e 45 mila per l’intero corpo». Medvedev sostiene che i loro servizi potrebbero andar bene anche ai coreani: «Sono sicuro che dopo il trattamento, saremmo perfino in grado di esporre Kim Jong-il in una teca».
Fabrizio Dragosei