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 2011  dicembre 22 Giovedì calendario

ESUBERI, ASSUNZIONI, SEDI BANKITALIA PROVA A GIUSTIFICARSI CON «LIBERO» - LETTERA DI SALVATORE ROSSI

Caro Direttore, leggo il Suo editoriale (“Ci tassa e assume statali”), che fa riferimento a un articolo di Nino Sunseri (“Infornate in Bankitalia e Forestale”), entrambi sul numero odierno di Libero. Mi permetta di sottoporle qualche considerazione; le chiedo per questo un po’ di spazio. Intanto una doverosa premessa: la Banca d’Italia non è parte della Pubblica Amministrazione e i suoi dipendenti non sono “statali”. Sunseri si chiede: “non avevamo detto che in via Nazionale c’erano migliaia di esuberi dopo che gran parte delle competenze erano state trasferite alla BCE?” No, non l’avevamo detto. Sulla questione della ripartizione delle competenze fra Banca Centrale Europea e banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro c’è un equivoco ricorrente che, con il suo aiuto, vorrei cercare di dissipare: la politica monetaria comune è disegnata e gestita “in condominio”, se mi passa il termine domestico, fra le banche centrali nazionali dell’area, con la BCE nel ruolo dell’amministratore del condominio. Fu una scelta precisa e consapevole dei padri fondatori, per assicurare il massimo pluralismo in una costruzione che si apprestava a dare una moneta unica a un insieme di Stati indipendenti. Quella scelta non implicava ridondanza di risorse: ogni banca centrale nazionale doveva mantenere la sua propria capacità di analisi dell’economia e delle condizioni monetarie del proprio paese e dell’area tutta. La Banca d’Italia conserva intatta e ha anzi arricchito quella capacità; credo che l’abbia ben adoperata in questi anni nel sistema delle banche centrali europee. Quindi, niente esuberi su questo fronte. Ma consideri anche che la Banca d’Italia non si occupa solo di politica monetaria: è l’orga - nismo che vigila sulle banche e sugli altri intermediari, sul sistema dei pagamenti, sui mercati monetario e finanziario; attraverso l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) combatte il riciclaggio di denaro e la criminalità finanziaria. Sono funzioni complesse, che in altri paesi sono spesso svolte da enti diversi dalla banca centrale, anche se la crisi degli ultimi anni ha mostrato quanto sia invece utile e più efficiente che sia proprio la banca centrale a combinare assieme questi diversi compiti. Quindi, sono funzioni che assorbono molto personale, a cui si chiede un’alta qualificazione, a tutti i livelli. Si chiede inoltre Sunseri: “E le sedi provinciali non andavano chiuse?”. Stavolta la risposta è si. Infatti, ne sono state chiuse 39 in poco più di un anno. Anche in conseguenza di queste chiusure, il personale della Banca è sceso negli ultimi anni di 2.000 dipendenti, assorbendone però al contempo quasi 500 in seguito alla chiusura dell’Ufficio Italiano dei Cambi. In tutto, siamo oggi meno di 7.000. La Banca di Francia impiega circa 12.600 persone, la Bundesbank 10.900; in entrambe, le funzioni svolte sono più limitate che in Banca d’Italia. In questi ultimi anni di ridimensionamento della compagine complessiva, la Banca ha cercato di non interrompere il flusso di assunzioni dall’ester - no. È una esigenza assoluta per qualunque azienda che voglia mantenersi vitale e al passo con i tempi. Assumiamo giovani in possesso di titoli di studio alti (laurea, master, dottorato italiano o estero) ma, anche quando assumiamo impiegati di grado più basso, cerchiamo il meglio: i concorsi in Banca d’Italia sono difficili e trasparenti e quelli che li vincono sono bravi (per il personale di segreteria, a cui Sunseri fa in particolare riferimento nel suo articolo, la conoscenza della lingua inglese è, in una istituzione che è parte di un sistema internazionale la cui lingua di lavoro è l’inglese, essenziale quanto per gli specialisti più avanzati). (...)

*Segretario Generale della Banca d’Italia