Grazia Longo, La Stampa 23/12/2011, 23 dicembre 2011
Sul comodino i quotidiani del giorno prima e un taccuino per gli appunti. La scrittura è fitta e ordinata
Sul comodino i quotidiani del giorno prima e un taccuino per gli appunti. La scrittura è fitta e ordinata. Le memorie di un passato da diva bellissima e da musa della genialità di Fellini. Anita Ekberg si ritrova a 80 anni, scanditi da gloria e successi, a dover fare i conti con la miseria. Il libro potrebbe essere un’occasione di guadagno, ma ci vuole tempo per realizzarlo. E comunque sarebbe limitato. Intanto si è rivolta alla Fondazione Fellini di Rimini per avere un aiuto economico. Per poter tirare avanti. Non ha più una casa. La sua, a Genzano, è stata seriamente danneggiata da un incendio appiccato dai ladri dopo un furto. Oggi è ospite di una residenza per anziani ai Castelli Romani. L’Anitona che al cinema ha fatto sognare milioni di uomini - tra quelli veri due mariti, molti amori come Frank Sinatra che le chiese invano di sposarla, Dino Risi e Gianni Agnelli - si trova in una condizione talmente difficile da aver indotto il Tribunale di Velletri a nominarle un amministratore di sostegno. Si tratta di Massimo Morais, commercialista romano, che ha scritto insieme a lei la lettera spedita dieci giorni fa a Rimini. Da un anno, l’ex Miss Svezia eletta sex symbol incontrastata della Dolce vita, è inchiodata su una sedia a rotelle per la frattura del femore. Prima quello sinistro, ora quello destro. E alle cattive condizioni di salute si sono aggiunti i problemi economici. «Non è elegante dirlo, ma il vero problema per la signora Ekberg è la mancanza di liquidità - ribadisce Morais -. La Fondazione Fellini non mi ha ancora risposto, ma auspico nella solidarietà di chiunque voglia condividere con altri benefattori la possibilità, anche modesta, di aiutare una brava attrice veramente meritevole di ogni bene». Massimo Morais è uno dei pochi a fare visita all’ex star. «I suoi vecchi amici, da Fellini a Sordi, sono tutti morti. Vanno trovarla giusto qualche vecchia conoscenza di Genzano e i volontari del servizio sociale». Per il resto, a parte la tv e il suggestivo panorama del Parco regionale dei Castelli Romani, l’unico svago è la scrittura. «La signora lavora molto di testa, peccato sia tormentata dalle ristrettezze economiche». Dal jet set all’indigenza, sembra impossibile ma è così. E non è la prima volta che personaggi dello spettacolo inciampano nella povertà. Gli ultimi casi sono quelli del cantante Franco Califano e di Laura Antonelli. E prima ancora Salvo Randone e la poetessa Alda Merini. La richiesta del sussidio della legge Bacchelli, il loro grido d’allarme. L’attrice, 70 anni, ex diva sexy di Malizia, si è recentemente definita «molto delusa. Sono abbandonata da tutti e non ho nemmeno più la forza di sognare mi basterebbe avere una torta». I sogni. Non hanno tempo, eppure il tempo è crudele anche con chi ci ha fatto sognare. E’ trascorso mezzo secolo dai fasti della Dolce vita. Una vita fa. E nonostante dal 1960 chiunque si fermi di fronte alla Fontana di Trevi sogni ad occhi aperti di vedere Anita Ekberg, giovane, bellissima e sensuale, mentre invita un adorante Marcello Mastroianni a fare il bagno con lei, i fasti e i lussi sono scomparsi per sempre. «Mi rendo conto che possa apparire strano, ma è così - osserva l’amministratore di sostegno nominato dal tribunale -. Tutto svanito. Speriamo almeno nell’intervento della Fondazione Fellini». Che in realtà non naviga proprio in acque tranquille: solo grazie al finanziamento delle istituzioni pubbliche è appena uscita da una crisi.