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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

LA SPESA CORRE SOLO SUL WEB

Nell’anno buio dei consumi italiani brilla il faro dell’e-commerce. Nei primi 11 mesi la spesa online degli italiani è cresciuta del 15,5% a 7,3 miliardi, che saliranno oltre quota 8,2 a fine anno.
Lo rileva l’osservatorio acquisti di CartaSi, attraverso l’analisi dello shopping effettuato con carta di credito dagli italiani. Globalmente la spesa è stata pari a 66,7 miliardi, per l’11% effettuata utilizzando il web.
L’e-commerce cresce a un tasso triplo rispetto al trend generale degli esborsi con carta e in alcuni settori, come abbigliamento e calzature, il tasso di crescita supera il 44%.
Il comparto di gran lunga più gettonato sul web è quello dei viaggi, con il 40,2% della quota totale: in pratica si tratta di quasi tre miliardi di spesa da gennaio a novembre 2011. Vacanze, treni, aerei e alberghi vengono ormai prenotati sempre più frequentemente attraverso internet e del resto alcuni operatori, come le compagnie low-cost, accettano solo questo tipo di transazione. A debita distanza, con il 18,8% della spesa c’è il settore informatico, seguono i servizi consumer e le telecomunicazioni.
La top ten dei siti più gettonati per gli acquisti rispecchia il peso dei settori: al primo posto troviamo Trenitalia, seguita da Ryanair. Terza piazza per Infocamere, utilizzata per le visure dei bilanci aziendali e le informazioni sulla solvibilità dei privati.
In classifica anche altre compagnie aeree come Alitalia, EasyJet e Wind Jet e il sito di viaggi Expedia. Due le compagnie di assicurazione rappresentate: Direct line e Linear. Al sesto posto Apple, cliccata per acquisti online di tablet e Mac ma anche per scaricare le migliaia di "apps" disponibili per i fan dei prodotti di Steve Jobs.
A spingere gli acquisti su internet vi sono numerosi fattori: da un lato la crescente "confidenza" con lo strumento, ormai entrato nelle abitudini di molte famiglie, dall’altro la crisi economica che incentiva la ricerca del prezzo migliore, confrontando sul computer le offerte esistenti sul mercato.
Anche chi non vende direttamente riesce a sfruttare il trend, come testimonia il successo dei tanti siti che consentono il monitoraggio delle promozioni esistenti nei supermercati della propria zona.
«Ai servizi – spiega il responsabile marketing di CartaSi Francesco Pallavicino –, tradizionale motore del comparto, si affiancano ora voci di spesa nei beni fisici, grazie anche alla presenza di nuovi operatori in grado di muovere singolarmente grossi volumi di offerta».
Lo sviluppo del fenomeno è certificato anche dall’Istat, secondo cui il 26,3% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet negli ultimi 12 mesi ha ordinato o comprato merci e servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.
Ma chi è l’utente tipo che si "connette" per acquistare? I dati CartaSi evidenziano una maggiore propensione dei maschi, dei giovani fino a 34 anni, dei residenti delle regioni del Nord. La Lombardia, in particolare, rappresenta quasi un quarto dell’intera spesa web realizzata con carte di credito in Italia. In coda, dal punto di vista geografico vi sono Calabria e Sardegna, rispettivamente con l’1,1% e lo 0,9% dell’importo globale. In recupero maggiore appare l’area del Nord-Est, con il Veneto in crescita del 18,3%, Friuli-Venezia Giulia a +23,1% e Trentino Alto-Adige in aumento del 20,1%.
Se gli operatori dell’e-commerce possono sorridere, non altrettanto capita ai canali tradizionali. La crescita globale della spesa nel 2011 è pari al 4,6% ma depurando questo dato dal web l’aumento è pari solo al 3,4%: al netto dell’inflazione significa crescita zero.
Difficoltà nei consumi che si sono progressivamente acuite di pari passo con l’aggravarsi della crisi finanziaria. Ad aprile ad esempio la crescita era stata pari al 6,6% rispetto allo stesso mese del 2010, nelle ultime settimane il dato è addirittura negativo. Unica eccezione recente, a conferma dell’importanza delle aspettative nella propensione a spendere, è lo sprint degli acquisti nei giorni immediatamente successivi alla nascita del Governo Monti: la settimana terminante il 20 novembre ha visto un’impennata del 9%, quasi il triplo rispetto alla media del mese precedente.