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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

L’Abi, stipendi tagliati e banche aperte di notte - Un aumento di 150 euro in tre anni, ma solo in cambio di un recu­­perodiproduttività «oggettivamen­te misurabile » e di altre rinunce sui dirittipiùsedimentati, comeilbloc­co degli scatti di anzianità per i tre anni di vigenza del contratto, la so­spensione delle ex festività e il ta­gliodeipermessi: lamorsadellacri­si riduce ai minimi i margini di ma­novra dell’Abi al tavolo sindacale per il rinnovo dei 340mila bancari italiani

L’Abi, stipendi tagliati e banche aperte di notte - Un aumento di 150 euro in tre anni, ma solo in cambio di un recu­­perodiproduttività «oggettivamen­te misurabile » e di altre rinunce sui dirittipiùsedimentati, comeilbloc­co degli scatti di anzianità per i tre anni di vigenza del contratto, la so­spensione delle ex festività e il ta­gliodeipermessi: lamorsadellacri­si riduce ai minimi i margini di ma­novra dell’Abi al tavolo sindacale per il rinnovo dei 340mila bancari italiani. A conti fatti, circa la metà dei 150 euro proposti potrebbe tor­nare nei bilanci delle banche, ma tra3annigliaumentidiventeranno pienamente effettivi. La variabile più pesante è la rifor­ma delle pensioni vol­uta dal gover­no Monti che di fatto mette nel con­gelatore per 3-4 anni le uscite non ancora sancite dai piani industriali e costringe a rivedere una parte di quellegiàdecise.Unaforte«penali­tà » per i bilanci delle banche che in questi anni avevano fatto ampio ri­corso al fondo esuberi per espelle­re il personale in eccesso. Finora l’accordo con i sindacati era di prevedere, a livello delle sin­goleaziende, l’assunzionedigiova­ni, ma non dovrebbe essere più co­­sì: «L’attuale piattaforma contrat­tuale è superata dagli eventi. L’Abi è determinata a firmare il rinnovo del contratto, ma tutto deve essere compatibile con uno scenario in forte peggioramento», sottolinea Francesco Micheli, che guida la trattativa per l’associazione di Pa­lazzo Altieri: il prossimo incontro è il 16 gennaio e l’obiettivo è chiude­re entro il mese. In caso contrario il rischio è che «il contesto peggiori in­t­accandolegiàscarserisorsedispo­nibili ». La cura per l’occupazione confezionata da Micheli prevede quattro medicine: un salario di in­gresso inferiore del 20% rispetto ai minimi contrattuali; riportare in azienda le attività esternalizzate (ma con uno stipendio decuratato del 20%); il fondo per l’occupazio­ne e permettere alle filiali di restare aperte al pubblico fino alle 10 di se­ra. È una terapia d’urto ma,conclu­de Micheli, è anche «l’unico modo per salvare l’attuale occupazione».