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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

Il re dei figli in provetta intascava mazzette - Un guru delle fecondazione assistita. Al punto da ispirare la Regione Veneto, unica in Italia, a spostare da 43 a 50 anni il limite di età per ottenere l’esenzione dal ticket delle donne che richiedono questo intervento per diventare mamme

Il re dei figli in provetta intascava mazzette - Un guru delle fecondazione assistita. Al punto da ispirare la Regione Veneto, unica in Italia, a spostare da 43 a 50 anni il limite di età per ottenere l’esenzione dal ticket delle donne che richiedono questo intervento per diventare mamme. E al punto anche da tenere una cliccatissima rubrica nel sito «Qui mamme», dove dispensava consigli e suggerimenti. Nessuno avrebbe mai nean­che immaginato che Carlo Cetera, 62 anni, primario di ostetricia e ginecologia del­l’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) in procinto di trasferirsi a Piove di Sacco (Pado­va), si sarebbe ridotto a chiedere tangenti da 2.000/2.500 euro per far guadagnare posizio­ni alle aspiranti mamme in lista d’attesa, lu­crando sulla disperazione che porta quel fi­glio che non arriva. La Guardia di finanza di Belluno, al termine di una indagine scaturi­ta, pare, dalla segnalazione di una coppia ri­masta scottata dalla richiesta del primario, ha arrestato il primario con le accuse di con­cussione agg­ravata e continuata e di interru­zione di pubblico servizio. Ora il medico è ai domiciliari. Al momento sono «soltanto» sei le coppie che hanno confermato i pagamen­ti eseguiti in cambio di un balzo in avanti in graduatoria. Ma i finanzieri bellunesi sospet­tano che la lista sia molto più lunga. Quella di Cetera, secondo gli inquirenti, era una prassi collaudata e fondata sulla paura delle donne di non fare in tempo a diventare ma­dri. Dal momento che i tem­pi­ordinariimpongonoatte­se di oltre due anni, è logi­co che per una ultraquaran­tenne questo allungamen­t­o dei tempi rischia di rivelar­si fatale. Ergo, di fronte alla ri­c­hiesta di duemila euro per salta­re in avanti e ottenere l’intervento do-popochi mesi, in moltehannodeciso di pa­gare. Il desiderio di diventare mamma è più forte dell’indignazione che si prova davanti a un medico che chiede una tangente per ac­celerare il proprio lavoro. La tecnica di Cetera, come hanno appura­t­o i finanzieri nel corso delle accurate indagi­ni eseguite, era collaudata. Fin da primo in­contro con la coppia interessata, il pri­mario si preoccupava di eseguire una sorta di check-up economi­co, per capire se aveva le di­sponibilità per questa sorta di ticket... supplementare. Che vuoi che siano poche migliaia di euro di fronte al sogno della maternità. Per cui, una volta ottenuto il via li­bera, il medico provvedeva a fissare un secondo appuntamen­to, stavolta non in ospedale ma lonta­ni da occhi indiscreti, in luoghi pubblici, ti­po bar, stazioni delle corriere, parcheggi, ca­selli autostradali. Non prima, però, di aver spiegato ai taglieggiati che i soldi erano ri­chiesti per una buona e nobile causa: finan­ziare la ricerca dei biologi di una società bolo­gnese specializzata in tecniche di feconda­z­ione assistita e in stretto contatto con l’ospe­dale di Pieve di Cadore. Inutile aggiungere che, a seguito degli scrupolosi controlli ese­guiti dalle Fiamme Gialle, detta società non ha ricevuto neanche un centesimo. Una vol­ta sgombrato il campo da equivoci, Cetera passava alla spiegazione dei dettagli. Il paga­mento doveva essere eseguito rigorosamen­te in contanti. In un caso i finanzieri sono riu­sciti a filmare l’esazione. È successo in un bar di San Donà di Piave (Venezia): si vede il passaggio di una busta contenente 2.000 eu­ro in contanti dall’aspirante mamma al pri­mario dispensatore di speranze. Il video è stato diffuso da tutti i siti e ha scatenato com­menti assai poco lusinghieri nei confronti del guru delle facondazione assistita. E dire guru è dire poco, visto che qualche mese fa era stato giustamente elogiato per essere riu­scito a inseminare artificialmente una don­na che ha 48 anni ha poi partorito il secondo­genito. Pochi dubbi, insomma, sulla sua competenza e professionalità. Per questo le coppie taglieggiate, di tutti i ceti sociali, han­no aperto i portafogli senza farsi troppe do­mande. Ore le domande, a Cetera, le faran­no i giudici.