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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

Gesù non abita più in Europa Perso il primato della fede - Le famose «radici cristiane del­l’Europa » che a lungo hanno ali­mentato il dibattito tra gli intellet­tuali e i politici del Vecchio Conti­nente durante la stesura della Co­stituzione europea hanno sem­pre minor influenza nel mondo

Gesù non abita più in Europa Perso il primato della fede - Le famose «radici cristiane del­l’Europa » che a lungo hanno ali­mentato il dibattito tra gli intellet­tuali e i politici del Vecchio Conti­nente durante la stesura della Co­stituzione europea hanno sem­pre minor influenza nel mondo. Non è una notizia inedita né scon­volgente, tanto è sotto gli occhi di tutti la progressiva scristianizza­zione del mondo occidentale. Del fenomeno della secolarizza­zione si occupò con grande auto­revolezza già nel 1985 il sociologo Sabino Acquaviva in «L’eclissi del sacro nella civiltà industriale», considerato dagli esperti la pietra miliare della materia. Ora ad ag­giornare le statistiche arriva il rap­porto del Pew Forum on Religion & Public Life, autorevole centro­studi statunitense, che fa il punto sulla situazione del cristianesimo mondiale e registra il ruolo calan­te dell’Europa, e in generale del­l’Occidente, e il peso sempre mag­giore che Asia e Africa assumono per i seguaci di Gesù Cristo. Stan­do ai ricercatori americani solo il 25,9% dei cristiani vive oggi in Eu­ropa, mentre un secolo fa, nel 1910, erano il 66,3. L’asse della cristianità si sposta nel Sud del mondo, America Lati­na e Africa. Tuttavia di queste ri­cerche si dovrebbero conoscere meglio i criteri usati per attribuire l’appartenenza alle varie confes­sioni. Ci si dichiara semplicemen­te credenti? Si è solo battezzati? Si è regolarmente praticanti o solo saltuariamente? Ogni quanto si accede ai sacramenti? Tuttavia molto di vero ci dev’essere nel ridi­men­sionamento del ruolo del cri­stianesimo occidentale nel mon­do se lo scorso anno Benedetto XVI ha voluto istituire «motu pro­prio » il Ministero per l’evangeliz­zazione dell’Occidente affidando­lo a monsignor Rino Fisichella. Ma, come detto, i dati del Pew Forum vanno letti con attenzione perché in cento anni tutto lo sce­nario è mutato. E non di poco. Il numero complessivo dei cristiani è più che triplicato, passando da 600 milioni nel 1910 a oltre due mi­liardi nel 2010. Ma la popolazione mondiale complessiva è cresciu­ta proporzionalmente, da circa 1,8 miliardi nel 1910 a 6,9 miliardi nel 2010. I cristiani, di conseguen­za, rappresentano sostanzialmen­te la stessa percentuale oggi ( 32%) rispetto a un secolo fa (35%), ossia un terzo della popolazione mon­diale. Sebbene, però, Europa e America siano ancora la patria del­la maggioranza dei cristiani del mondo, la percentuale è ben di­versa rispetto al 1910. L’Europa è scesa al 25,9% mentre le Ameri­che dal 27,1 son passate al 36,8. È come se il processo di laicizzazio­ne avesse colpito maggiormente il Vecchio Continente. Che vec­chio lo è non solo perché «culla della civiltà». Ma anche per l’età media della popolazione in quan­to in Europa si fanno meno figli e la popolazione diminuisce. Men­tre sono gli immigrati di religione musulmana a entrare nei nostri Paesi. Il calo demografico influen­za parecchio le statistiche di que­sti fenomeni, mentre al contrario risulta determinante l’elevato tas­so di natalità delle popolazioni africane e sudamericane, da mol­ti decenni terreno di evangelizza­zione delle varie confessioni. Non a caso il cristianesimo è cresciuto enormemente nell’Africa sub­sahariana, dove ormai vive un cri­stiano su quattro (dall’1,4 al 23,6%), nell’Asia e nell’area del Pa­cifico (dal 4,5% al 13,1). «Circa il 90% dei cristiani vive in Paesi do­ve i cristiani sono in maggioranza. Solo il 10% circa dei cristiani del mondo vive come minoranza», sottolinea lo studio. Con un miliar­do e centomila persone, il cattoli­cesimo rappresenta circa la metà dei cristiani. Il 47,5% dei cattolici si trova nelle Americhe, il 23,9 in Europa, il 16,1 nell’Africa sub­sahariana e il 12 nell’Asia e nel Pa­cifico. Il Brasile ha il maggior nu­mero di cattolici ( 134 milioni). «Ci sono più cattolici nel solo Brasile che in Italia, Francia e Spagna messe insieme». In Italia ci sono 50 milioni e 250mila persone, pari all’82% della popolazione, ossia il 4,6 % dei cattolici mondiali.