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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

I 20 milioni contro il caos bagagli? Sprecati - L’aeroporto di Fiumicino rischia la paralisi per un euro e 87 centesimi

I 20 milioni contro il caos bagagli? Sprecati - L’aeroporto di Fiumicino rischia la paralisi per un euro e 87 centesimi. Questa è la tariffa che Aeroporti di Roma, la società che gestisce lo scalo capitolino, chie­de alla compagnie aeree per smi­stare il bagaglio di un passeggero in transito. Al di là della cifra in sé, i vettori interessati considerano quell’euro e 87 un balzello iniquo e soprattutto indebito. E, infatti, si sono sempre rifiutati di pagarlo. Cosicché AdR ha deciso di correre ai modi più aggressivi di una mi­naccia molto pesante. Dal primo gennaio prossimo il celeberrimo NET 6000, l’avveniristico impian­to di smistamento bagagli costato 21 milioni di euro e inaugurato nel luglio dell’anno passato,cesse­rà di lavorare. Va ricordato che il NET 6000 è tra le più grandi piatta­forme tecnologiche d’Europa ca­pace di gestire oltre 6mila valigie l’ora. Al suo posto tornerà in fun­zio­ne il vecchio impianto che tan­ti dolori aveva causato a passegge­ri, compagnie aeree e gestori aero­portuali vista la sua limitata capa­cità a fronte di un traffico aereo sensibilmente aumentato. Insomma a rimetterci, almeno per il momento, saranno di certo i passeggeri che approfittando del­le vacanze natalizie, hanno scelto di partire o arrivare allo scalo capi­toli­no dopo la mezzanotte del pri­mo gennaio. Le compagnie aeree sono sul piede di guerra. Alitalia, attraver­so l’Ibar, l’associazione cui aderi­scono le compagnie operanti in Italia, ha presentato un ricorso contro il provvedimento che fissa l’importo dovuto, 1,87 euro a ba­gaglio in transito, per l’utilizzo del­l’impianto. Sulla vicenda è ovvia­mente intervenuta l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) che tra gli altri compiti ha anche quello di controllare la qualità dei servizi degli aeroporti e la tutela dei diritti dei passeggeri. L’ente aveva da tempo consigliato ai vet­­tori, che di fronte alla nuova tariffa avevano presentato ricorso, di pa­garla in attesa di sapere l’esito del ricorso. Il consiglio era rivolto so­prattutto all’Alitalia. La compa­gnia aerea italiana, infatti, è il prin­cipale cliente di NET 6000. Da sola copre il 90 per cento dei crediti vantati da AdR per questo servizio e che ammontano a circa tre milio­ni di euro. All’annuncio di AdR di blocca­re l’utilizzo del nuovo impianto non s’è fatta attendere la levata di scudi della compagnie aeree, che definiscono «irresponsabile» la decisione della società che gesti­sce lo scalo romano. «Non si pos­sono costringere i passeggeri- pro­segue l’Ibar- a subire pesanti disa­gi a causa di disaccordi ammini­­strativi con le compagnie aeree. Se il gestore aeroportuale non as­sumerà un atteggiamento rispet­toso degli utenti chiederemo alle istituzioni preposte di prendere ogni opportuno provvedimento, senza escludere la sospensione o revoca della concessione plurien­nale della gestione dell’aeropor­to ». Le compagnie non hanno mai pagato quello che ritengono un «ingiusto balzello» perché secon­do loro «l’Enac non ha verificato se la nuova tariffa fosse giustifica­ta nel complesso dei corrispettivi aeroportuali già percepiti dal ge­store ». I vettori tramite il comuni­cato dell’Ibar ricordano che il pa­gamento dei servizi infrastruttura­li dell’aeroporto - gestito in regi­me di monopolio - deve essere concordato.«A maggio scorso-af­ferma ancora l’Ibar - Enac ha ap­provato l’importo 1,87 euro dopo aver consultato AdR, ma non i vet­­tori, e in base a calcoli elaborati da AdR e mai rivelati alle compagnie aeree». Già oggi, però, potrebbe essere risolta la controversia. Le parti, in­fatti, si incontreranno attorno a un tavolo. L’annuncio è arrivato con un comunicato dell’AdR do­ve si rende noto che è stato convo­cato il competente «Comitato ba­ga­gli dell’aeroporto internaziona­le Leonardo da Vinci composto da Alitalia, Aviapartner, Globe­ground, Consulta,Ata-Airport,As-Airport, Flightcare, Aoc, Comita­to Utenti. L’ordine del giorno del Comitato bagagli affronterà la chiusura dell’impianto Net 6000 e la definizione dei nuovi flussi del bagaglio in transito». Lettere di intenti a parte,l’augu­rio del presidente dell’Enac, Vito Riggio, è che si componga al più presto questa lite degna «di un pri­mitivismo che non fa onore al no­stro Paese».