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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

VERUSIO: I SALOTTI POLITICI? NON CI SONO PIU’ —

Accanto alle macerie del berlusconismo, ecco l’altro recente rudere di un’Italia scomparsa da poche settimane: il salotto politico romano, la padrona della casa «giusta» (e riservata) che sdogana e amalgama mondi ideologici lontani. «Ma quali salotti politici romani... Non esistono più. Ma aggiungo: da un pezzo. E adesso, con questo governo e questa situazione di grave crisi, meno che mai. Sono tutti molto indaffarati e a nessuno viene in mente di cercarli, di invitarli». Il giudizio della marchesa Sandra Verusio non è un semplice parere ma una pietra tombale.
Per anni la signora ha ospitato nella sua splendida villa sull’Appia Antica (un tempo di Romolo Valli e Giorgio de Lullo) cene più dense di un vertice di governo: in una sola serata, tutti insieme, magari Giovanni Spadolini, Romano Prodi, Luigi Spaventa, Eugenio Scalfari. Ai tempi del governo D’Alema si schierò dalla sua parte durante la spaccatura tra Ds e Democratici per l’Ulivo, infatti a destra la chiamarono «marchesa rossa».
E oggi? «Non sono più i tempi di Spadolini, di D’Alema... stagioni lontanissime. E poi gli esponenti di questo governo hanno una vita giustamente privatissima, uno stile diverso, e meno male... Tutti noi guardiamo al nostro caro presidente Giorgio Napolitano, un amico fantastico, che ha molto da fare e quindi assai poco tempo per andare in giro la sera».
Con Mario Monti a Palazzo Chigi è arrivato nella capitale un mondo, stando alla descrizione di una signora che venne definita l’epigona romana di madame du Deffand, che appare antropologicamente anti-salottiero. Lo spiegava ieri su «Il Foglio» in «Alta società» Carlo Rossella: Paola Severino e Corrado Passera ricevono, sì, inviti ma ne accettano assai pochi perché «hanno altro da fare». Metodo ideale per scoraggiare qualsiasi caccia mondana all’ospite illustre.
Ma davvero non vedete più nessuno? «Ma sì, certo che sì. Però parliamo di vecchi e cari amici che incontriamo da sempre. E ora, per caso, sono anche impegnati nel governo. Posso dire che continuo a frequentare alcuni attuali sottosegretari». Nomi, per favore? «Mai, naturalmente. Posso dire che ero e resto grandissima amica personale di Marta Dassù, ci vediamo regolarmente ma il nostro rapporto non risente del fatto che ora sia sottosegretario agli Esteri». E poi? «E poi vediamo sempre Giuliano Amato, come succede da anni. Non c’è un nesso tra chi incontriamo e il ruolo che ricopre o meno al governo. Conta, questo sì, l’amicizia. Quella vera». Naturalmente Sandra Verusio non nega le sue conoscenze eccellenti (Mario Monti? «certo...» Corrado Passera? «naturalmente sì, e lo stesso vale per Vittorio Grilli...»). Proprio per questo puntualizza: «Già dagli ultimi tempi in cui Berlusconi era al potere avevamo scelto una vita riparata, familiare, scegliendo chi frequentare solo in base alla simpatia, alla spontaneità. E con i tempi che viviamo non mi verrebbe più in mente di organizzare una cena solo per invitare chi è al governo. Non vorrei io e non vorrebbero loro».
Possibile che tutto ciò sia la conseguenza anche della morte di Maria Angiolillo? «Maria è stata un caposaldo di un certo costume italiano: un modo di ricevere, di vestire... Scomparsa lei, nessuna di noi ha immaginato di prendere il suo posto. E basta, come segnale, no?» La serata romana-tipo fine 2011 cosa prevede? «Un cinema, due chiacchiere magari in casa. Ma in casa, dico. Non nei "salotti"».
Paolo Conti