Riccardo Ruggeri, Italia Oggi 21/12/2011, 21 dicembre 2011
IL VERO RAZZISMO L’HO VISSUTO SOLTANTO IN AFRICA (FRA I NERI)
Ho poche certezze: una, che l’italiano sia un popolo tra i meno razzisti del mondo (il vero razzismo l’ho vissuto solo in Africa, fra neri). E’ come se il virus razzista, purtroppo parte integrante dei meandri della natura umana, in Italia si fosse concentrato esclusivamente sul tifo calcistico, sentina di tutte le nostre negatività. Ecco lo scenario: due squadre, Juventus e Inter, definite dal grande Gianni Brera “Derby d’Italia”, raccolgono la maggioranza relativa degli italiani, fra loro si odiano profondamente, si accusano reciprocamente di favori arbitrali, di ogni nefandezza. I tifosi di tutte le altre squadre condividono in pieno entrambi i giudizi, le disprezzano serenamente, sono convinti che gli unici scudetti, vinti sul campo, siano quelli non juventini-interisti. Alcuni anni fa, finalmente, scoppia uno scandalo (“calciopoli”), per tutti gli anti juventini-interisti un’ovvietà, che attendevano da tempo immemorabile, volutamente tenuta sotto cenere dai due birbanti. Il tutto si banalizza in uno scudetto (2006) tolto alla Juve, per motivi di decenza, assegnato, da un supponente “argonauta interista” (copyright Diego Della Valle), alla “sua” Inter. L’aspetto più incredibile, e divertente, è stato il cosiddetto “tavolo della pace”: una decina di personaggi, membri influenti dell’establishment, confondono Versailles col Bar Sport, discutono di banalità, sottoscrivono un ridicolo documento (al confronto Biscardi è un poeta), assente di ogni ironia.
Dal calcio alla politica, dall’etica all’estetica, è sempre l’ironia il drammatico deficit delle moderne élite. Una proposta innovativa: con le 140 battute di twitter ciascuno di costoro si esprima su calciopoli, il cinguettio sia pubblicato-commentato. Comincio io, col Toro, un perdente. “1972: fango di Marassi, goal di Agroppi alla Samp, l’arbitro Barbaresco si distrae, sottrae al Toro lo scudetto, lo vince la Juve, al solito”.