Cesare Maffi, Italia Oggi 21/12/2011, 21 dicembre 2011
TUTTE LE FESTE SLITTANO AL LUNEDÌ
Si spostano le feste infrasettimanali al lunedì. Attenzione, non in Italia, ma in Ispagna. Infatti il vincitore delle elezioni, Mariano Rajoy, popolare (tale denominazione non significa affatto democristiano, posto altresì che egli iniziò la carriera politica nell’Alleanza popolare, movimento di destra poi tramutatosi nell’attuale Partito popolare), ha annunciato, nel suo di-scorso programmatico, che tutti i giorni festivi transiteranno al lunedì, cominciando dal 2012.
Motivo: favorire la competitività tra le imprese.
E da noi? Come ItaliaOggi ha più volte ricordato (cfr., da ultimo, 6 settembre), «ha vinto il partito dei pontieri». L’art. 1, comma 24, del decreto-legge 138 (ultima manovra del centro-destra), a seguito della limitatrice conversione in legge, prevede semplicemente il possibile spostamento al venerdì precedente o al lunedì seguente di tre sole feste: la patronale, Pasquetta e il 26 dicembre. Per il 2012 sarebbe stato necessario emanare un dpcm entro il 30 novembre scorso. Ovviamente del decreto non si è avvertito nemmeno l’odore.
La norma, depotenziata, serbava in effetti una minima valenza. Spostare la festa patronale avrebbe complicato la vita, tenuto conto dell’esistenza di migliaia di patroni e delle norme contenute nei contratti di lavoro. Si sarebbe potuto far slittare la festa (che non è religiosa, pur chiamandosi di solito «giorno di santo Stefano») collocata dopo Natale. Probabilmente nessuno si è nemmeno posto il problema.
«Sulla base della più diffusa prassi europea»: così recitava la disposizione dall’infelice destino. In effetti, pure la Spagna si allinea adesso a un uso europeo non isolato, che trova seguito altresì nelle Americhe. In Italia, anche per le stizzose reazioni dei sostenitori del 25 aprile e del 1° maggio come feste in data fissa (non accettavano che si potessero celebrare in altra data, pur restando la festività), ormai nulla è rimasto della disposizione antiponti.