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 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

Circondati dai chiacchieroni È caccia al silenzio perduto - «Meglio tacere e passare per idiota, che parlare e dissipare ogni dubbio»

Circondati dai chiacchieroni È caccia al silenzio perduto - «Meglio tacere e passare per idiota, che parlare e dissipare ogni dubbio». Geniale Abraham Lincoln. Ma anche Ludwig Witt­genstein non era un fesso quando sosteneva: «Nella vita, come nell’ arte, è difficile dire qualcosa che sia altrettanto efficace del silen­zio ». Ma chi l’ha detto che il silenzio non fa rumore? Provate ad avere la coscienza sporca e, nella quiete della notte, sentirete i pensieri ab­battersi nella testa col clangore di un’alabarda che precipita su una vetrata; provate ad essere innamo­rati e, nel mutismo della stanza, udirete la mente inondarsi di soa­vi cinguettî. Insomma, anche il si­lenzio è relativo. Ma di certo la no­stra è una società fondata sul caos. Se non fai almeno un po’ di casi­no, non esisti. Ti guardi allo spec­chio e non vedi nulla. Ma se lanci un urlo, ecco apparire l’immagi­ne. Accade pure in tv:l’ospite«vin­cente » è quello che sbraita, quello che usa i toni bassi non se lo fila nessuno. Idem in ufficio o al bar: lo «sbraitatore» sbaraglia sempre la concorrenza (a suo modo «slea­le ») di quel timidone del «silenzio­so » che lavora calmo e, al momen­to di prendere il caffè, rispetta il turno in fila. Eppure - nonostante la predominanza di un’umanità fondata sui decibel - comincia a farsi largo una tribù di persone dal passo felpato che sogna di salvarsi dall’inquinamento acustico del vi­cino. Ormai la diatriba tra fumatori e non fumatori è roba superata; la nuova emergenza è cucita sul bot­tone del bla-bla: si è passati dal «no smoking»al«no speaking».Sa­rà per questo che quelli del nuovo tecno-treno «Italo» hanno sforna­to un’apposita carrozza per non­chiacchieroni; sarà per questo che il capotreno del «Frecciaros­sa »annuncia gracchiante«I signo­ri passeggeri sono pregati di ab­bassare la suoneria del cellulare e di parlare a bassa voce»: appello destinato, tragicamente, a cadere nel vuoto. E che dire del camerie­re che, al ristorante, ti chiede: «Vuole un tavolo tranquillo?», tu rispondi«Sì,grazie»,ma già all’an­tipasto ti trovi circondato da un branco di hooligans scatenati. Anche gli hotel trendy ti propon­gono la camera nell’«area no-ru­mors », ma è solo fuffa. Il tempo di chiudere la porta, ed ecco che un bimbetto simpatico come l’ex mi­nistro Brunetta comincia a dare calci alla parete dove poggia la spalliera del tuo letto. Tu protesti, ma tanto i genitori del baby-birba quanto il concierge dell’albergo ti rispondono alla stessa maniera: «Ci vuole pazienza, so’ bambi­ni... ». Con tanti saluti per l’«area no-rumors». Le agenzie turistiche giurano che si sono moltiplicate le preno­tazioni di viaggi (soprattutto cro­ciere) per clienti amanti delle «va­canze silenziose ». Gettonatissimi anche i conventi e gli eremi di montagna per«ferie riflessive» al­l’insegna delle parole col conta­gocce. Ma basta fare un rapido gi­ro tra i forum del «popolo del sssss ... » (da non confondersi con quello dei dormiglioni del zzz­zz ...) per capire che le orecchie non sono sicure neppure in un mo­nastero in cima al cocuzzolo: «Al­tro che silenzio, mai conosciute persone tanto loquaci come i mo­naci francescani!!!», testimonia «turistadeluso69», che si è rivolto addirittura al Codacons per esse­re rimborsato dal tour operator. In libreria i manuali che esalta­no il neopaganesimo della «bocca cucita», stanno ingaggiando un serrato testa a testa con i ricettari della «bocca in cucina» firmati da Benedettona Parodi, Tessona Ge­lisio, Antonellona Clerici e via tiv­vùspiattellando. Una perfetta sin­tesi sarebbe cucinare standosene zitti, ma questa è pura utopia, con­siderato che- per contratto- i vide­ocuochi col grembiule griffato Rai o Mediaset devono lanciare grido­lini isterici a ogni portata. Intanto al cinema spopola «The Artist», film praticamente muto per apprezzare il quale è fonda­mentale il silenzio in sala. Peccato per la coppia davanti che com­menta la trama a voce alta, senza mai smettere di mangiare pop corn e succhiare Coca Cola con la cannuccia. Ma se- i maledetti- vo­levano buttarla in caciara, non era meglio che andassero a vedere «Vacanze di Natele a Cortina»? Ahahah! A tutto volume, possibil­mente.