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 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

«Vi racconto come sarà il nuovo Pdl» - Un sabato di break familia­re. E poi di nuovo in viaggio, verso Reggio Emilia per la sua prima vol­ta d­a segretario nei congressi pro­vinciali del Pdl

«Vi racconto come sarà il nuovo Pdl» - Un sabato di break familia­re. E poi di nuovo in viaggio, verso Reggio Emilia per la sua prima vol­ta d­a segretario nei congressi pro­vinciali del Pdl. Un battesimo di quella stagione che Angelino Alfa­no ha fortemente voluto fin dal primo giorno del suo mandato e che ora vede diventare realtà. Onorevole Alfano, il traguar­do dei congressi è stato taglia­to. Qual è la sua prima impres­sione? «Oggi ho potuto toccare con mano il risveglio dell’orgoglio del­la nostra gente sempre più orgo­gliosa di militare nel Pdl, partito fondato e voluto da Silvio Berlu­sconi, che dopo l’insediamento del nuovo governo ha potuto be­neficiare di una ripresa di entusia­smo dei nostri e non solo dei no­stri. Abbiamo il maggior numero di iscritti in Europa e ci preparia­mo ad avere una classe dirigente legittimata dal territorio. Stiamo scaldando i motori per essere competitivi nel 2013». Il «partito di plastica» alla pro­v­a del rito più classico della po­litica. C’è il rischio di farsi del male? «Guardi, se il Pdl prende deci­sioni all’unanimità ci accusano di essere una caserma, se le pren­de a maggioranza si dice che è nel caos. Il punto vero è che più di un milione e centomila iscritti avran­no voce come avevamo promes­so. Nel nostro partito non ci saran­no più nominati dall’alto anche perché io non voglio nominare nessuno, voglio solo ricevere i fax e le mail dei congressi che mi co­municano chi ha vinto». Cosa risponde a chi teme che i congressi possano dare spazio ai signori delle tessere? «Le regola sono chiare. E le in­compatibilità affermano un sem­plice principio anatomico, ovve­ro che il corpo umano è fatto per occupare solo una sedia. Quello che conta è che ovunque ci sarà un congresso ci sarà la voce libera degli iscritti che possono dire co­sa pensano». Qualcuno ha lanciato sospetti sui numeri del tesseramento . «Per il nostro tesseramento è stato adottato un surplus di caute­la, sappiamo di essere sempre sot­to osservazione. Non siamo il mi­nister­o dell’Interno ma ce l’abbia­mo messa tutta. Abbiamo adotta­to il meccanismo del versamento individuale, delle firme autogra­fe con una struttura di controllo ad hoc. Una volta votavano anche i morti nei congressi, ora mi chie­do quale partito può contare su un sistema più virtuoso». In molti hanno pensato, alla ca­duta del governo Berlusconi, che sarebbe calato il sipario sui congressi. «Non ho mai avuto dubbi sulla necessità di celebrarli. Soltanto le elezioni immediate avrebbero po­tuto fermarli». Ci sono state resistenze dentro il partito? «Guardi, le leggo in diretta l’sms che mi ha inviato in questo momento l’onorevole Valducci che sta presiedendo il congresso di Reggio Emilia. “Dalle 14 in co­da per votare. È un bello spettaco­lo”. Mi lasci dire che questo è moti­vo di soddisfazione. Per tutti». Lei punta a un congresso nazio­nale a giugno. Chi vincerà quel congresso sarà il candidato premier? «Il congresso si farà ma non è af­f­atto detto che il segretario diven­ti il candidato premier». L’orientamento è quello di te­nere primarie di coalizione? «Non ho nessuna difficoltà ri­spetto a questa prospettiva». Ignazio La Russa oggi esprime una preferenza per un ticket Nord-Sud con lei e Formigoni . «Il mio compito non è pensare a ciò che farò in futuro ma fare be­ne ciò che mi è stato concesso di fare oggi. Strutturiamo il partito, poi sarà la nostra gente a decide­re ». Negli schieramenti congres­suali è possibile una contrap­posizione tra coloro che chie­dono di puntellare il rapporto con la Lega e coloro che punta­no sul Terzo Polo? «Siamo tutti consapevoli che servono sia la sensibilità della Le­ga che quella centrista. Quello che noto è che sta avvenendo una contaminazione virtuosa tra ex Fi ed ex An e che le candidature arri­vano dal territorio non dai capi­corrente ». Sarebbe disposto a cedere sul bipolarismo in cambio di una riunificazione del centrode­stra? «La domanda è: vale la pena di­sperdere il patrimonio di traspa­renza che consiste nel sapere in anticipo chi sarà il premier del centrosinistra o del centrode­stra? Rinunciare significa dare spazio ai giochi di palazzo». Oggi Casini rilancia l’idea di una grande alleanza dopo il 2013. «La dinamica democratica ri­prenderà il suo corso in maniera naturale nel 2013. Spero che nes­suno tifi per la crisi economica per promuovere la realizzazione di questo disegno». Dalla base del Pdl arriva una spinta forte per il voto. «Se si andasse al voto domani fa­remmo le elezioni in un tempo di crisi molto grave. Ciò che acca­dr­ebbe in assenza di questo gover­no sarebbe peggio. È meglio soste­nere questo governo che andare alle elezioni subito». Tremonti lancia accuse ai mi­nistri che non lo hanno ascolta­to e ora «fanno penitenza». «La vicenda di questi anni ha di­verse chiavi di lettura. Non tutte coincidono con le convinzioni di Tremonti». Le Lega invoca elezioni subito per far rinascere l’alleanza con il Pdl. «Con la Lega resta un filo forte nei rapporti e nelle alleanze negli enti territoriali. Non siamo all’in­seguimento di nessuno ma que­sta momentanea divisione non è né irrecuperabile né irreversibi­le ».