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 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

Pagamenti in ritardo Con la crisi l’Italia ha rallentato ancora - In settimana un imprenditore onesto e responsabile si è ucciso perché sentiva gravare su di sé il peso dei debiti e non riusciva a incassare i crediti

Pagamenti in ritardo Con la crisi l’Italia ha rallentato ancora - In settimana un imprenditore onesto e responsabile si è ucciso perché sentiva gravare su di sé il peso dei debiti e non riusciva a incassare i crediti. Una tenaglia che lo ha schiacciato. Colpa della pubblica amministrazione che ritarda i pagamenti, hanno commentato in tanti, ma anche colpa della crisi, che prosciuga il denaro circolante e costringe a una serie di posticipi a catena. Come se ci fosse una consequenzialità inevitabile. È un’analisi giusta? Sì e no. Perché è vero che in Italia (purtroppo) le cose vanno proprio così, però è soltanto da noi che gli effetti della crisi economica sono aggravati dai ritardi dei pagamenti pubblici, mentre nel resto d’Europa è successo esattamente il contrario, cioè la crisi ha indotto i poteri pubblici ad accelerare i pagamenti, appunto per dare sollievo alle aziende in difficoltà. La sorpresa emerge da un rapporto dell’ufficio studi della Cgia di Mestre. L’associazione degli artigiani ha messo a confronto i tempi di pagamento medi effettivi e i ritardi medi di pagamento registrati tra il 2009 e il 2011 nei principali Paesi Ue. Ne è risultato (e il confronto è umiliante) che in questi anni i ritardi di pagamento sono diminuiti in Francia, Germania e Gran Bretagna (cioè i Paesi europei di dimensione paragonabile alla nostra) mentre con la crisi economica in Italia, e solo in Italia, sono aumentati i tempi e i ritardi nei pagamenti, per cui non solo continuiamo a essere la maglia nera in Europa, ma la situazione è addirittura peggiorata, per le nostre imprese e solo per loro. Fra il 2009 e il 2011 i tempi di pagamento a chi lavora con la Pubblica amministrazione italiana sono aumentati di 52 giorni, e oggi le forniture o i lavori eseguiti per lo Stato o gli Enti locali vengono pagati a 180 giorni (anche più dei 159 giorni denunciati in settimana dall’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili). Il ritardo medio risulta di 90 giorni. Niente a che vedere con le situazioni che si verificano nei Paesi nostri concorrenti: in Francia le fatture vengono saldate a 64 giorni (6 giorni in meno rispetto al 2009), in Gran Bretagna a 47 giorni (-2) e in Germania a 35 giorni (-5 rispetto al 2009). Nei rapporti commerciali tra imprese e privati, i tempi di pagamento medi effettivi registrati in Italia nel 2011 sono stati pari a 79 giorni. I numeri corrispondenti sono 44 giorni in Gran Bretagna, 41 giorni in Francia e 24 giorni necessari per saldare una fattura in Germania. Se tra il 2009 e il 2011 nei 3 Paesi nostri partner/concorrenti commerciali si è registrata una contrazione dei tempi e dei ritardi nei pagamenti, mentre solo in Italia si è verificato un aumento: +9 giorni per la prima voce, +4 giorni per la seconda. Sempre più difficile anche la situazione nelle transazioni commerciali tra imprese. Mentre in Italia i tempi di pagamento hanno raggiunto i 103 giorni (+15 dal 2009), in Francia si limitano a 59 giorni (-4), in Gran Bretagna a 46 giorni (-6) e in Germania a 37 (-12). «Vista la situazione in Italia – dichiara il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – è necessario che il nuovo governo recepisca quanto prima la direttiva europea che stabilisce i tempi massimi dei pagamenti fra i privati, e fra i privati e la pubblica amministrazione. Nel primo caso le fatture dovranno essere pagate a 60 giorni, nel secondo caso a 30. Solo nei confronti della Sanità italiana – prosegue Bortolussi – le imprese vantano crediti per circa 33 miliardi di euro. Complessivamente, nei confronti della pubblica amministrazione le aziende private devono ancora riscuotere una somma che si aggira tra i 60 e i 70 miliardi di euro. Una situazione che non ha eguali in Europa». E questo è anche un pesante handicap competitivo delle nostre imprese rispetto alle europee pagate con più puntualità..