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 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

Guida piano, arriverai prima - Le città del futuro? A passo d’uomo, oltre che a sua misura. Lente, come il piacere del cibo che stiamo riscoprendo attraverso «Slow food», ma perciò anche più vivibili, sicure, ed efficienti nello spostare i propri abitanti

Guida piano, arriverai prima - Le città del futuro? A passo d’uomo, oltre che a sua misura. Lente, come il piacere del cibo che stiamo riscoprendo attraverso «Slow food», ma perciò anche più vivibili, sicure, ed efficienti nello spostare i propri abitanti. E’ una tendenza che sta cercando di affermarsi un po’ il tutto il mondo, da Washington a Seattle, da Portland a Londra. Gruppi di cittadini che si mettono insieme per convincere gli amministratori ad abbassare i limiti di velocità nei centri urbani: i più estremisti chiedono 15 miglia all’ora, i più permissivi si accontentano di 25. Tutti però sono convinti che sia arrivato il momento di poggiare il piede sul freno, per una serie di motivi logici. Guardando film tipo «Blade Runner», ci eravamo abituati ad immaginare le città del domani come megalopoli convulse, dove avremmo finito per scappare da una parte all’altra a bordo delle macchine volanti. Ora non è detto che queste visioni prima o poi non si realizzeranno, ma secondo molti addetti ai lavori la maniera più veloce per correre verso il futuro oggi è rallentare. Il primo esempio lo prendiamo apposta da San José, «capitale» della Silicon Valley, la regione della California che nell’ultimo mezzo secolo ha incarnato più di tutte l’idea dell’innovazione. Ecco, il 15 novembre scorso, la cosa più originale che è venuta in mente al consiglio comunale è stata varare un programma pilota per la riduzione della velocità massima a 15 miglia, nei quartieri dove si trovano tre scuole. Se l’esperimento darà risultati positivi, verrà studiato e forse allargato all’intera città. Le informazioni voleranno più veloci della luce, sui computer della Silicon Valley, ma gli esseri umani dovranno accontentarsi della rapidità di un carretto. Burlington, nello Stato ambientalista del Vermont, ha adottato un limite massimo di 25 miglia per la zona cittadina, mentre il sindaco di Seattle vorrebbe non superare le 20. Proposte simili sono in piedi anche a Washington, Portland e Vancouver, mentre il gruppo «20’s Plenty for Us» vuole frenare Londra alla stessa lentezza. Le ragioni sono molte. La prima è che i movimenti ambientalisti si sono battuti per anni allo scopo di ottenere città più a misura d’uomo, con parchi, piste ciclabili e strade percorribili a piedi, circondate da negozi e altre attrazioni. Ora, per completare l’opera, bisogna rallentare le auto, in modo da rendere più sicuro il godimento delle città da parte dei pedoni. Ovviamente ci sono motivi ecologici, perché le macchine che non pigiano sull’acceleratore inquinano meno, ma anche di convenienza logistica. Se tutti andassero più piano, ma a velocità costanti, il traffico si muoverebbe meglio. Le strade sarebbero più percorribili da biciclette e altri mezzi alternativi, e anche gli automobilisti le troverebbero più sgombre. Era Ludwig Mies van der Rohe, padre del minimalismo in architettura, che aveva adottato lo slogan «less is more». Ora si tratta di convincere il mondo che andare meno veloci fa correre di più.