Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

Dal fiume avvelenato emerge il nuovo Eden - Una ogni due giorni. Più di duecento in un anno, nascoste nelle foreste, nelle paludi del Grande Mekong

Dal fiume avvelenato emerge il nuovo Eden - Una ogni due giorni. Più di duecento in un anno, nascoste nelle foreste, nelle paludi del Grande Mekong. Sono specie mai viste prima di anfibi, pesci, piante e fiori, persino due mammiferi, che hanno resistito agli attacchi dei veleni sparsi sul grande fiume, della deforestazione e degli allevamenti intensivi di pesce. C’è il geko psichedelico che cambia colore a secondo dell’illuminazione, la scimmia bianco-nera con il ciuffo che le serve per riparare il naso dalla pioggia - una specie di pettinatura alla Elvis Presley - e quando piove si mette la testa tra le gambe per non starnutire. Poi ci sono una nuova specie di roditore, una salamandra che si riproduce per clonazione senza bisogno dell’accoppiamento, cinque specie di piante carnivore, alcune delle quali in grado di fagocitare perfino ratti e uccelli, e molte specie di bellissime orchidee come quella a brocca. L’area di questa incredibile biodiversità è compresa tra Laos, Cambogia, Vietnam, Thailandia, Birmania e la provincia cinese dello Yunnan. Una scoperta, quella del Wwf, che assume particolare importanza proprio nel Vietnam che nei mesi scorsi ha perso il suo ultimo rinoceronte di Giava, distrutto dalla caccia insensata, dovuta al fatto che le corna di questo animale sono considerati ingredienti per la medicina tradizionale. «Non solo – spiega Stuart Chapman, del Wwf internazionale – è stato scoperto che proprio uno di questi “nuovi” animali, la lucertola che si riproduce per clonazione, è il piatto prelibato di un ristorante in provincia di Ba Ria Vung Tau, nel Vietnam meridionale». I piatti «prelibati» non sono l’unica minaccia per rane e lucertole, c’è l’inquinamento dal quale il Mekong non si è ancora del tutto liberato. «Basti ricordare le tonnellate di napalm che sono state sparse durante la guerra del Vietnam. Ma il Mekong è stato sovrasfruttato, oltre che inquinato, e adesso a maggior ragione dobbiamo proteggerlo». Massimiliano Rocco, come tutti gli attivisti del Wwf, lancia un appello contro il pericolo più attuale: lo sviluppo economico. «Questi preziosi ambienti naturali, le foreste tropicali e le specie che li popolano dice - continueranno a sparire se non si intensificano gli sforzi per rendere le economie della regione più sostenibili e responsabili». Questa settimana dovrebbero incontrarsi in Myanmar i sei leader di altrettanti paesi dell’area per un nuovo accordo economico commerciale «e proprio per questo - continua Rocco, responsabile Specie, Traffic e Foreste del Wwf Italia - dobbiamo accelerare gli sforzi perché quelle zone vengano protette, perché l’habitat di queste specie non venga messo a rischio. I governi dell’area del Mekong devono mettere al centro delle loro decisioni i benefici garantiti dalla responsabile utilizzazione e conservazione dell’area, e smettere di pensare alla tutela della biodiversità come a un costo. Bisognariconoscerla invece - conclude Rocco come un investimento imprescindibile per lo sviluppo dei loro stessi paesi, per garantire una stabilità a lungo termine all’intera regione e uno sviluppo alle comunità che vi abitano. Distruggere quelle foreste è un crimine prima di tutto contro noi stessi».