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 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

Cina, tutti vogliono figli nell’anno magico del Drago - Lo zodiaco cinese parla chiaro, e non ha paura di ferire la sensibilità altrui: certi segni sono fortunati, altri invece molto meno

Cina, tutti vogliono figli nell’anno magico del Drago - Lo zodiaco cinese parla chiaro, e non ha paura di ferire la sensibilità altrui: certi segni sono fortunati, altri invece molto meno. Fra tutti, il più fortunato è quello del Drago, e per chi ci crede chi nasce sotto questo segno simbolo degli imperatori parte con il piede giusto, dato che il Drago è associato a ricchezza e potere. Così, ogni dodici anni, ecco che in tutti i Paesi a cultura cinese chi può cerca di programmare le gravidanze per far nascere un piccolo drago, convinti che sarà promesso a onori e prestigio - come sta per accadere l’anno prossimo, quando, con il 23 gennaio, giorno del Capodanno cinese, si entrerà nell’anno del Drago, che prepara un baby boom. L’ultima volta che si era sotto il segno del Drago, nel 2000, infatti, la natalità cinese aumentò del 5%, e per l’anno in arrivo ci si aspetta un boom ancora maggiore. Cliniche, ospedali e vari altri business per i più piccoli e le loro mamme, in tutta l’area di cultura cinese, sono dunque in piena effervescenza. Le cliniche della fertilità della regione già da alcuni mesi lavorano a turni doppi, con incrementi del 30% nel numero di pazienti, con punte del 40% a Taiwan: secondo i calcoli diffusi da diversi ginecologi le donne hanno tempo fino al 15 maggio prossimo per cercare di garantirsi un bimbo drago - uno sgarro di qualche giorno, e ci si ritroverà fra le braccia un bimbo serpente, molto meno fortunato. E se ciò è vero in luoghi di cultura cinese dove la natalità non è tenuta a freno dal governo, come Taiwan, Hong Kong, e Singapore, o nelle varie comunità cinesi in Asia e non solo, anche la Cina non sarà da meno. Tanto più che ora le autorità hanno cominciato a rilassare un po’ lo stretto controllo delle nascite, permettendo, per esempio, a due figli unici che convolano a nozze di avere più di un figlio. Così, si calcola che la popolazione subirà una discreta impennata, arrivando a 1 miliardo e 350 milioni di persone (secondo le statistiche Onu, la popolazione cinese raggiungerà la punta massima nel 2016, arrivando a 1 miliardo e 388 milioni di persone). A livello economico, tutti quelli che hanno a che fare con questo settore possono prepararsi a un anno di buoni affari, in particolare per i gruppi stranieri - dato che, dopo lo scandalo del latte in polvere contaminato dalla melamina, e dei giocattoli con livelli eccessivi di piombo, molti genitori, anche in Cina, preferiscono prodotti di marche straniere per la loro prole. La Procter & Gamble, per esempio, prevede un aumento del 40% circa delle sue vendite in Cina di prodotti per l’igiene dei neonati (rispetto ad un aumento annuo del 30% quando a capeggiare sullo zodiaco sono segni meno magici), e che naturalmente questo si protrarrà anche negli anni immediatamente successivi, dato che i dragoncini cinesi continueranno ad aver bisogno di shampoo che non fa piangere, pannolini e borotalco almeno per un po’. Secondo le proiezioni degli analisti del settore poi, a partire dal 2012 e per gli anni a venire il mercato cinese dei prodotti alimentari per bambini raddoppierà, arrivando a 22 miliardi di dollari l’anno - di nuovo, beneficeranno in particolare le aziende internazionali, che godono della maggiore fiducia dei consumatori cinesi. Hong Kong, in controtendenza, aspetta il baby boom con apprensione: l’ex-Colonia britannica, infatti, tutt’ora separata dalla Cina da una frontiera, già da alcuni anni sta vedendosela con la crescente richiesta delle donne dal continente cinese di venire a partorire qui, sfuggendo alla politica del figlio unico cinese, e avendo accesso ai migliori servizi ospedalieri di Hong Kong. Ma la difficoltà di far fronte a tante nuove mamme, nonché l’incognita data da donne medicalmente sconosciute che si presentano già con le doglie da ginecologi e ostetriche che non le hanno seguite fino a quel momento, ha messo a dura prova le strutture sanitarie locali. Il governo di Hong Kong ha cercato di far fronte al problema imponendo sovrattasse di circa 5000 euro per mamme in attesa che varcano la frontiera, e instaurando un sistema di prenotazione obbligatoria e numero chiuso nei reparti maternità, senza riuscire davvero a ridimensionare il problema. L’anno del Drago, col suo carico di bambini, sarà un anno intenso.