(Ton. Mas.), La Stampa 19/12/2011, 19 dicembre 2011
Cuffaro, dai riflettori all’ombra degli umili - È il detenuto più celebre di Rebibbia e anche uno dei più devoti
Cuffaro, dai riflettori all’ombra degli umili - È il detenuto più celebre di Rebibbia e anche uno dei più devoti. Un anno fa ha atteso in preghiera anche il verdetto che gli ha dischiuso le sbarre del carcere romano. Ma Totò Cuffaro ieri è rimasto un po’ in disparte. L’ex governatore della Sicilia frequenta assiduamente la chiesa interna intitolata a «Padre nostro» e beneficia, a ogni festa comandata, della cura pastorale del cappellano «veterano» don Sandro Spirano, carismatica guida spirituale di casa in ogni settore di Rebibbia, tanto da celebrare messa persino nelle celle del 41bis. Ieri al Nuovo Complesso Cuffaro ha pregato e ascoltato Benedetto XVI, senza però distinguere in nulla la sua partecipazione rispetto agli altri carcerati. Il cattolicissimo ex presidente della regione Sicilia, camicia e maglione, aria mite e dimessa, ha seguito la cerimonia accanto ai compagni di cella e agli agenti della casa circondariale. E non ha chiesto di essere tra i detenuti che hanno rivolto pubblicamente domande a papa Ratzinger.