FRANCESCO SPINI, La Stampa 19/12/2011, 19 dicembre 2011
Tremonti torna e duella a distanza con Passera - Non c’è nessuna altra manovra in arrivo, abbiamo messo l’Italia in sicurezza e ora faremo un piano per la crescita che manca da dieci anni Sulle liberalizzazioni ho preso un’arrabbiatura pazzesca, ma vi assicuro che non finisce qui Corrado Passera Ministro dello Sviluppo economico Il rigore poteva essere fatto riducendo la spesa pubblica
Tremonti torna e duella a distanza con Passera - Non c’è nessuna altra manovra in arrivo, abbiamo messo l’Italia in sicurezza e ora faremo un piano per la crescita che manca da dieci anni Sulle liberalizzazioni ho preso un’arrabbiatura pazzesca, ma vi assicuro che non finisce qui Corrado Passera Ministro dello Sviluppo economico Il rigore poteva essere fatto riducendo la spesa pubblica. La manovra andava fatta, ma così com’è è troppo sbilanciata sul lato delle tasse e non c’è nulla per la crescita. Gli effetti del decreto Monti? Non mi risulta che ci siano stati Giulio Tremonti Ex ministro dell’Economia Rieccolo, Giulio Tremonti. Il silenzio è finito. In maglioncino blu, si presenta a “In 1/2 ora” e distilla un po’ di allarmismo al veleno: «È molto probabile dice l’ex ministro dell’Economia che ci sia un’altra manovra». E sia chiaro, «io penso che non sia giusto farla», sottolinea, come pensa che quella in via di approvazione abbia troppe tasse. Ed è subito duello a distanza con il nuovo superministro del governo Monti, quel Corrado Passera titolare dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti. Il quale a “Che tempo che fa” ribatte secco al professore di Sondrio: «Non c’è nessun’altra manovra in arrivo». Con quella in via di approvazione dal Parlamento «abbiamo messo in sicurezza l’Italia ed evitato il rischio-Grecia che era ad un passo», dice l’ex banchiere. E soprattutto «abbiamo recuperato in credibilità che è un pre-requisito di tutte le altre cose». Per il resto «non è che il governo funziona solo di manovre». Ora, messe a punto le misure «dei primi dieci giorni» si tratterà di «consolidare il rigore» e rilanciare la crescita trovando le risorse in altri modi, a cominciare dalla lotta all’evasione fiscale («l’impegno nostro sarà senza pace») per recuperare 120 miliardi, ma anche «mobilitando più capitale privato» e utilizzando meglio i fondi europei. Anche su uno dei nodi di questo governo - le liberalizzazioni - il ministro avverte: «Non finisce qui». Anzi, Passera assicura: le opposizioni alzate contro tali provvedimenti gli hanno procurato «un’arrabbiatura pazzesca». I farmacisti? Un caso «emblematico». E «un grande peccato anche per loro, ma ci torniamo», avverte. Così come il governo sta velocemente tornando a riconsiderare la questione delle frequenze tv. Sembra che l’idea di assegnarle gratuitamente attraverso il “beauty contest” stia svanendo. «Può essere una cosa un po’ diversa», annuncia Passera. «Probabilmente le ragioni di mercato e tecnologiche che hanno portato alla decisione del “beauty contest” si sono modificate negli ultimi anni». E di fronte «ai forti sacrifici chiesti agli italiani pensare che un bene raro e prezioso dello Stato possa essere dato gratuitamente non è tollerabile e verosimilmente non lo tollereremo». Passera, insomma, descrive gli impegni della fase due del governo, nel giorno in cui Tremonti rientra dall’esilio mediatico. E sembra un po’ il ritorno dell’ex che mastica amaro, che critica la manovra senza trovare sponde né, ovviamente, a sinistra (Bersani: «Era più dignitoso il silenzio») né nelle fila del centrodestra, dove, tra gli altri, si registra la freddezza del capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto («non condivido Bersani ma neanche Tremonti...»). Per l’ex ministro la manovra è «troppo sbilanciata dal lato delle tasse». Così «colpisce tutti e incide soprattutto dal lato basso che dal latro alto». Sulla crescita, invece, «non ci siamo», è la sentenza. Mentre il rigore «poteva essere fatto soprattutto riducendo la spesa pubblica». Ma una manovra, questo è certo, «andava fatta» anche se al governo c’era ancora Berlusconi e dunque Tremonti. «L’avremmo fatta diversa - sottolinea -, per deleghe e non per decreto, riducendo la spesa invece che aumentando le tasse», senza peraltro considerare cruciale il tema delle pensioni che «non è la grande questione» visto che «il sistema italiano era ed è , secondo l’Europa, uno dei più equilibrati e stabili». Tremonti ha finito di scrivere un libro, uscirà a gennaio. Dentro «c’è il programma politico. Non è il mio, spero che sia quello di altri». Un’idea, una provocazione bell’e pronta già c’è: «La settimana prossima presento una proposta di modifica della Costituzione per dare ai giovani fino a quarant’anni due schede, il doppio voto. Non si può restare in un sistema bloccato dalla vecchiaia. Almeno per dieci anni i giovani devo avere due voti invece di uno». Si vedrà. Passera, invece, decide di liberarsi dai sospetti legati al suo passato ultradecennale di banchiere di primissimo piano, molto attivo - da consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, di cui è azionista - su operazioni di sistema. Un conflitto di interessi, sottolinea ancora una volta, «non c’è perché so che non c’è». Ma prosegue: «Non era mia intenzione dire quello che sto per dire ma siccome è stato tirato fuori ancora una volta questo tema pur precisando che ci sarebbero dei meccanismi per rendere neutrale questa cosa a questo punto togliamoci il dubbio venderò le mie azioni e basta. È una disgrazia, è sbagliato, ma così ci togliamo il dubbio».