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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

Riviello Vito

• Potenza 1933, Roma 18 giugno 2009. Poeta • «[...] Le sue poesie, pubblicate anche su quotidiani e periodici, sono state tradotte all’estero. Sono inoltre uscite su riviste letterarie, da Nuovi argomenti a Carte segrete, da Il caffè a Il cavallo di Troia. I suoi versi sono stati caratterizzati dal tono ironico e cantabile. Alcuni anni fa a Riviello era stato riconosciuto il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli su proposta dell¢allora presidente della Camera, Giorgio Napolitano. Fra le sue raccolte vanno ricordate Città fra paesi (1955), L’astuzia della realtà, con prefazione di Paolo Volponi (1975), Dagherrotipo (1978), Assurdo e familiare, con prefazione di Giovanni Raboni (1986), E arrivò il giorno della prassi (1999), Scala condominiale (2008)» (“la Repubblica” 20/6/2009) • «[...] Con la sua specialissima sensibilità per il nonsense, nel corso di una vita dedicata alla poesia Riviello è stato neorealista, sperimentale, burlesco. [...] Ultimamente la sua poesia, sempre ironica e sorprendente, aveva raggiunto una propria cristallina classicità. Come ha detto Andrea Di Consoli: “Neodadaista e giocoliere, scienziato della metafisica e finanche sensuale simbolista, Riviello ha dismesso i panni del guascone malinconico... e si è come incastonato in una formamatura e calibrata, egotistica (il discorso sull’io come laboratorio delle immagini e dei suoni, non come specchio compiacente)”. Piace augurarsi che la morte gli sia giunta col passo lieve della poesia “L’assassino”: “Testimonierò che il mio assassino/era di aspetto gentile, garbato/anche nei modi di colpire, democratico/…/e sul punto di recidermi la carotide/mostrò un occhio blando/d’antiche tenerezze frustrate...» (fra.rovi., “il manifesto” 20/6/2009) • «[...] a Potenza [...] aveva frequentato il liceo classico, e mosso i primi passi nel mondo culturale. Animatore negli anni Sessanta, insieme a Lorenzo Lupo, del circolo culturale “La torre”, che aprì in Basilicata un ampia discussione sul meridionalismo, sul romanzo, sull’università, ecc., in quegli anni Riviello aprì a Potenza anche una libreria, La nuova libreria, luogo d’incontro di intellettuali lucani e italiani, dove transitarono Pasolini, Moravia, Prisco, Alianello. Riviello fu fatto conoscere a livello nazionale da Leonardo Sinisgalli, che pubblicò le sue poesie sulla rivista Civiltà delle macchine, definendo tali poesie “il primo ritratto letterario di Potenza”. Nel 1955 pubblicò il suo primo libro di versi con l’editore e critico d’arte Arturo Schwarz, Città fra paesi, poesie ancora intrise di neorealismo e oscillanti tra liberty e neocrepuscolarismo. Poi ci fu la rottura con la sua terra. Il suo bersaglio divenne Potenza e la sua piccola-borghesia, il sottogoverno, l’ipocrisia impiegatizia, la speculazione edilizia. Emigrò, quindi, a Roma, dove s’impose rapidamente come poeta del Gruppo 70 di poeta visiva, e dove iniziò a pubblicare sulle principali riviste del momento, Nuovi Argomenti, Letteratura, Rendiconti, Carte segrete, legandosi in amicizia a critici e scrittori come Raboni, Pedullà, Volponi, Spagnoletti, Russo. Nel 1975 Riviello s’impone sulla scena nazionale con l’opera L’astuzia della realtà, prefata da Paolo Volponi (Nuove Edizioni Vallecchi), mentre nel 1978 riconferma i suoi vertici con Dagherrotipo (Scheiwiller). A partire dagli anni 80 Riviello cambia radicalmente la sua poetica, superando il surrealismo onirico e aggressivo che lo aveva caratterizzato, e s’avventura nei territori della poesia dadaista e comica, rifacendosi a poeti quali Rabelais, Burchiello, Berni. Riviello diviene il principale poeta comico-grottesco italiano: Tabarin (1985), Kukulatria (1991) e Monumentanee (1992). Nel 1997 uscì dall’editore Manni l’autoantologia comprendente tutti i suoi versi e intitolata Assurdo e familiare introdotta da Giulio Ferroni. Notevole anche la sua attività di critico d’arte e di scrittore per la radio. Riviello ha anche pubblicato alcuni libri in prosa: da Premaman (1968) fino a E arrivò il giorno della prassi (Empiria)» (Andrea Di Consoli, “il Riformista” 20/6/2009) • Vedi anche Renato Minore, “Il Messaggero” 10/7/2009.