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 2011  dicembre 21 Mercoledì calendario

RENHO (Hsieh Lien-Fang) Tokyo (Giappone) 28 novembre 1967. Politico • «[...] Prima di lei, mai nessun nippo-cinese ha fatto parte di un governo a Tokyo [

RENHO (Hsieh Lien-Fang) Tokyo (Giappone) 28 novembre 1967. Politico • «[...] Prima di lei, mai nessun nippo-cinese ha fatto parte di un governo a Tokyo [...] titolare del dicastero per le Riforme amministrative [...] esponente più giovane del quartetto di quarantenni cooptati da Kan nell’esecutivo che succede a quello di Yukio Hatoyama. Il suo nome giapponese, costituito da una parola sola, è affiancato da quello che invece citano entusiasti a Pechino, Lian Fang. Perché Renho-Lian Fang è sì giapponese, ma lo è diventata quando ancora studiava. Suo padre si chiama Xie Zhexin ed è taiwanese, giapponese è la madre Keiko Saito, giapponese è il marito, giapponesi i suoi figli, due gemelli. Si è laureata in Giappone nel ’90 (giurisprudenza) e, portamento da modella, ha cominciato a lavorare alla Asahi Tv, ma nel ’95 si è licenziata per andare a studiare alla Beida, uno degli atenei più prestigiosi della Repubblica Popolare. Prima di entrare in politica con il Partito democratico è diventata famosa come anchorwoman e il mestiere le è servito per affermarsi nella sua specialità in Parlamento, puntute e circostanziate domande a ministri e funzionari sulle questioni della spesa pubblica. Quali che siano le motivazioni della scelta di dare un incarico ministeriale a un politico per metà cinese, la presenza di Renho-Lian Fang è suggestiva [...]» (Marco Del Corona, “Corriere della Sera” 9/6/2010) • «Quando a sorpresa è stata nominata ministro nel nuovo governo del premier Naoto Kan, la maggioranza dei giapponesi ha pensato che la gerontocrazia di Tokyo avesse scelto la via più semplice per dare una riverniciata superficiale alla politica decrepita di una super-potenza al tramonto, con un debito pubblico pari al 200%. In un mese Renho Lian Fang, papà cinese di Taiwan e mamma giapponese, non è diventata invece solo la più popolare dei leader dei democratici. Prima donna-ministro nel Sol Levante, primatista di giovinezza con i suoi 42 anni, è [...] una star nazionale, un fenomeno mediatico e culturale che sta cambiando i mezzi, l’origine e l’obbiettivo della politica in Estremo Oriente. Per tagliare la distanza che in Asia separa il potere dalla gente, si fa chiamare semplicemente Renho, veste casual, ha rinunciato all’auto blu e raggiunge il consiglio dei ministri in bicicletta. Migliaia di giovani volontari della capitale, tra i quartieri più alla moda di Ginza e di Shibuya, indossano t-shirt rosse con il suo profilo stampato in nero e distribuiscono volantini con gli aforismi più famosi di quella che i politologi assicurano diventerà la Clinton del Giappone. Renho è in realtà una via di mezzo tra Lilli Gruber e Mara Carfagna. È intelligente e colta, ma deve alla combinazione fama-tivù-bellezza la rapidità del suo successo. Per quindici anni ha sfilato in passerella in tutto il mondo. Si è poi iscritta alla Beida, ateneo da cui esce l’élite nazionale, laureandosi in Giurisprudenza mentre già scalava i gradini della popolarità come giornalista. Volto-immagine della Asahi Tv, è stata per un decennio l’anchorwoman dell’edizione di punta del telegiornale, ha sposato uno degli uomini più ricchi di Tokyo e ha partorito due gemelli. È nella veste di cronista-star, modella per i colossi della cosmetica nipponica, che Renho ha iniziato a distinguersi per le domande imbarazzanti, ma sempre serie e documentate, alla schiera di funzionari e tecnocrati che per sessant´anni hanno regnato nel Paese. Si è infine iscritta al partito democratico, prima che [...] Yukio Hatoyama [...] riuscisse nell’impresa di strappare il potere alla destra liberale. Da allora la sua parabola è diventata uno dei paradossi-specchio di una nazione in crisi. Più i democratici precipitavano nei sondaggi e più il suo gradimento personale cresceva [...] unico leader capace di frenare la caduta del centrosinistra [...] I suoi comizi si sono trasformati in concerti-happening, con teenagers scatenati a ballare techno sul palco. Gli slogan-choc, contro lo strapotere della burocrazia e gli sperperi di una classe politica “che non s’è accorta che la prima cifra del millennio è cambiata”, rimbalzano sulla Rete. Il premier le ha affidato la missione di “rivoluzionare la pubblica amministrazione” e “rivitalizzare il governo”. Lei [...] terrorizza i colletti - bianchi e promette di “scalare due generazioni” alla classe dirigente del Paese più vecchio del pianeta. [...] Cita le frasi più note dei cartoon, non si vergogna di vestire come le eroine dei telefilm e la sera si fa vedere nei locali di Tokyo dove si balla assieme a robot che riproducono i giocattoli più amati dai bambini. Anche gli scettici, convinti che l’effetto-Renho si esaurisse nel suo annuncio, ammettono che oggi è lei “l’uomo-forte” del Giappone. La novità più sorprendente, in una nazione ancora invaghita del mito delle geishe, è infatti che è una donna. [...]» (Giampaolo Visetti, “la Repubblica” 18/7/2010).