ALBERTO ARBASINO , la Repubblica 19/12/2011, 19 dicembre 2011
Da Cattelan a Mario Bros tutto il trendy di Manhattan - Quanta roba al Metropolitan. L´evento principale sarebbe l´apertura delle nuove gallerie per l´arte arabica; cioè musulmana
Da Cattelan a Mario Bros tutto il trendy di Manhattan - Quanta roba al Metropolitan. L´evento principale sarebbe l´apertura delle nuove gallerie per l´arte arabica; cioè musulmana. Un´infilata impressionante di sale sontuose, piene di oggetti lavoratissimi. Doviziosissimi piatti, bicchieri, incensieri, brocche, piastrelle, maioliche, ottoni, pugnali, gioielli. Epiche cacce, dame che suonano, lotte di demoni, pire funebri. Pagine miniate e rilegature pompose. Lampade vitree per moschee e devozioni. Una grandiosa hall con soffitti e tappeti e uccelli e scimitarre. Quante curve. Un salotto di Damasco per ricevimento e conversazione... Ma già ci si domanda, a Roma, come saranno state disinvolte le chiacchiere fra Curia e Accademie nell´età barocca. E a Parigi, nei "salons" delle Preziose più o meno ridicole?... Qui, oltre alla mancanza di ogni esperienza ソ come distinguere un piatto leggendario da un suo facsimile identico negli aeroporti? ソ possono pesare sfavorevolmente le nostre memorie dirette. Pitture squisitissime con influenze cinesi e orientalismi giapponesi circa l´arte moghul e safavide con culti e canti sul vino, per esempio a Isfahan. Ma in quella stessa Isfahan, senza nessuna fissazione per i grignolini e i bardolini correnti, si rammentano con tristezza gli scaffali degli alberghi già occupati da vino e liquori, e ora con cupe bibite. *** Tra gli eventi generalmente minori, e più familiari al Metropolitan, una succulenta mostra di disegni manieristici di Perin del Vaga. Per il Palazzo del Principe di Andrea Doria, a Genova, dono dei De la Renta, una Giunone quale Venere, con un Giove giovane fra drappi civettoni e colonne teatrali. Ed elaboratissime Cadute di San Paolo e Resurrezioni di Lazzaro come anticipazioni degli affreschi in Castel Sant´Angelo. Anche un triste omaggio a Lucian Freud, e alla sua vitalizia ossessione per i corpi brutti, vecchi, grassi, foruncolosi, varicosi. Visti tutti insieme, quanta afflizione, fra la patologia e la mania. E ancora, una selezione dalle collezioni di Alfred Stieglitz, con una parete di Severini futurista, Marsden Hartley con Madonne di Guadalupe e ufficiali tedeschi con croci di ferro, un aureo "No. 5" di Charles Demuth, acquarelli costieri e marittimi di John Marin. Fotoritratti con Picabia, Georgia O´Keeffe, Man Ray, picnic, grattacieli obliqui, fiori vaginali, chiese di sabbia. In un corridoio, celebrazione centenaria di Romare Bearden, con collages brillanti, angoli di strade vivaci. *** In giro, intanto, paesaggi americani di fonderie e ferrovie, pittura non oggettiva ma neanche soggettiva; e allora, saranno più o meno soggettivi, Ernst e Chagall, o Matisse, a detta delle classificazioni? Quanti Arlecchini, poi, fra Picasso e dintorni; e che moda forte. Tavole apparecchiate di Bonnard, con vivande, fanno rammentare l´eterno sketch dell´affamato, da noi. Senza maccheroni, altro che la tazza in pelliccia di Meret Oppenheim. *** Alla Neue Galerie, qua davanti, ecco le collezioni assai varie di Ronald Lauder. Una parete, di Cézanne, ed elmetti medioevali anche per cavalli. Altre pareti di Degas, Seurat, Van Gogh, autoritratti e chitarre di Picasso. Maschere africane, profili d´autore, vetrine viennesi per esporre argenteria e ninnoli. Sissi, Grosz, Dada, espressionismi metafisici, Beckmann, Schad, Gerstel, Kandinskij e Klee. Davanti alle variazioni di Picasso, i quattro bronzi spettacolari di Matisse, in un´altra loro parete. Non gran che, da Beuys in poi. Schiele e reliquiari di Limoges, piuttosto. Ancora Picasso alla Frick Collection. Una scelta più che raffinata, in una ventina di opere anche su carta: gli inizi, le albe, di ogni suo stile e maniera. Tutte «re-invenzioni di una tradizione». Arlecchini e Pulcinelli e Pierrot da balletto. Teste di donna con o senza cappello. Pastello, grafite, gouache. *** ...Come ci si sente lontani, qui, nei quartieri del lusso, dal vecchio Village, ove tante strade, oggi indifferenti, erano un tempo circonfuse da aure nostalgiche: Christopher, Grove, Stonewall, Waverly Place... E poi, più recenti secondo le mode, a Soho: Prince, Spring, Broome, Wooster, Greene, Mercer... Variano anche le battute, nelle vignette e in tv. Saranno più anziane o più giovani?... «O è psicotico, o si appella alla base»... «Sono sicuro che siete bravissimo, ma non mi interessa sentirvi parlare di tasse»... «Possibile che questo elaborato tatuaggio sia venuto qui da solo?»... «Non che mi lamenti, ma non mi sarei mai aspettato di vedere uno scoiattolo gigante da un altro mondo che pulisce la strada»... «Prima dell´invenzione della ruota, i primitivi restavano delusi dai pneumatici quadrati»... «Quando non porti la cravatta, poi ti gratti il collo per tutta la notte»... «Non si cambiava i jeans neanche davanti al computer»... «Qui si mette sempre peggio» (con un telefonino, da un ascensore bloccato, dove un chitarrista sta cominciando a suonare). E i vistosi annunci: uno che lascia le scene, due che divorziano, una che è incinta... Disturbing. *** Un evento è la mostra di Cattelan al Guggenheim Museum: il «typically Italian» di turno. Anche qui: «perversely seductive and disturbing», giacché si tratta di oltre cento provocazioni e trasgressioni e irriverenze pendenti nel grande vano, e non nelle nicchie alle pareti che hanno sempre avuto l´inconveniente di presentare quadri rettangolari sopra un dislivello discenditivo. Le molte impertinenze e insolenze sono appese al soffitto con cordami di lunghezze diverse: ecco dunque variamente impiccati bambini (come già a Milano), televisori, calcio-balilla, asinelli, tappeti, Hitler, piccioni veneziani, scheletri di animali. Per la gioia di chi fotografa. Ma indubbiamente starebbero meglio isolate, le singole opere. Come nel caso dei "mobile" di Calder, l´accumulo fa inevitabilmente magazzinaggio. Quanto lavoro per tanti addetti: imbalsamatori, cordai, fissatori, esperti di riempitivi, anche per le mescolanze fra Picasso e Lichtenstein. Nessuna dissacrazione anti-musulmana, e parecchie invece anti-cattoliche. Tipicamente, il papa Wojtyla atterrato non dalle pistolettate dell´attentatore Ali Agca, bensì da un meteorite-metafora. Nelle sale adiacenti, sempre i capolavori della collezione Thannhauser, con i magnifici Picasso antichi e recenti. Ma qui si avverte l´assenza dei suoi meravigliosi "Saltimbanchi", ora alla National Gallery di Washington. E già descritti da Rilke nella quinta Elegia Duinese. «Là vizzo, rugoso, l´atleta, ソ il vecchio, che batte solo ancora il tamburo, ソ nella sua pelle potente rientrato, com´essa ソ due uomini prima vestisse...». *** ...Passeggiando... Al Whitney Museum, "Real/Surreal" espone un´antologia di incontri-scontri fra Realismo e Surrealismo nell´America tra le due grandi guerre. Quadri, disegni, foto. Allucinazioni quotidiane in luoghi urbani immediatamente riconoscibili e inverosimili. Nevicate, labirinti, fonderie, spiagge, binari, false prospettive e proporzioni ingannevoli. Notturni solitari e metafisici, pupazzi come in De Chirico. Ma anche l´isolazionismo nazionalista delle Piccole Città alla Spoon River. Analisi di tipi e comportamenti psicologici dietro la fissità delle fantasticherie attonite. Qui, soprattutto Jared French (1905-1988), accanto alle tipiche magie di Edward Hopper, Joseph Cornell, Grant Wood, Philip Guston, Man Ray, e tipicamente Yves Tanguy, in zaffate di surrealismo europeo. Accanto, oltre a brevi "corti" marini di Lichtenstein, "La seduzione di Galileo Galilei", di Aleksandra Mir. Video con una gru che prova a costruire una torre di vecchi pneumatici, ma a causa della forza di gravità continuano a cascar giù. E su un altro piano, una collezione di giganteschi cubi nuovissimi di David Smith, perfettamente in ordine malgrado il titolo fuorviante di "Cubi e Anarchia". *** Intanto, in giro, cosa sarà più trendy, fra gli shopping events? Bottiglie in forma di teschi, Tacchi di plastica, Pareti a strisce e pois. Conferenze su «Come fare apposta gli sbagli». Dibattiti su «La libertà di espressione deve includere la licenza di offendere?». Grand Guignol & Assenzio. The Cannibal, The Occulter, Closet Divas & Divos, Jewish Culture Downtown, I Droni e l´Universo, «Come ho capito che non tornerai a casa», «Può un´opera trionfare per la Pace e la Verità?», «Un giardino semovente interattivo», «Solo urli e strilli», «Super Mario 3D Land, per Nintendo 3DS»... E un tormentone d´attualità: sarà adesso più trendy come immagine, Bob Dylan o Cary Grant?