ANGELO AQUARO , la Repubblica 19/12/2011, 19 dicembre 2011
Il campionato del mondo degli artisti del cappuccino - Doppio. Macchiato caldo. Macchiato freddo. Decaffeinato
Il campionato del mondo degli artisti del cappuccino - Doppio. Macchiato caldo. Macchiato freddo. Decaffeinato. Basta così? Macché. L´ultima moda di caffè e cappuccino arriva non dall´Italia ma dagli Usa: ed è "ben disegnato". Beh, sì, in Italia tutti abbiamo il nostro buon barista di fiducia, che si diverte a macchiare il cappuccino a regola d´arte: "Cuoricino o fiorellino"? Ma qui in America, dove tutto diventa business, per una volta quella di macchiare il cappuccino è diventata un´arte vera e propria. E siccome questa è pur sempre la patria della competizione spinta, l´arte ha dato luogo nientemeno che a un campionato: il campionato del mondo dei disegni da cappuccino. C´è poco da sorridere. Mister Tim della caffetteria Filter l´altra sera ha dovuto sudare le fatidiche sette tazzine per avere la meglio su Justin di Tryst nelle finale di Washington a due passi dalla Casa Bianca. Campionato stile coppa del mondo di calcio: 24 concorrenti raggruppati in sei gruppi da 4 per proseguire poi con l´eliminazione diretta. Ma è ancora niente rispetto a quello che attende i concorrenti nella finale della New World Latte Art Competition il prossimo marzo a New York. Fatica che verrà ripagata dai cremosi premi: 2500 dollari per il primo classificato e poi 1000 e 500 rispettivamente per il secondo e terzo. La "Latte Art" ha perfino il suo simbolo ufficiale: la "rosetta" che David Schomer, il proprietario di Espresso Vivace, il caffè artigianale che sfida il gigante Starbucks nella sua stessa città, Seattle, ha realizzato copiando il disegno visto in un caffè italiano. E "Caffe Latte Arte" (gli americani del caffè si sono bevuti pure l´accento) s´intitola il corso con cui lo stesso David ha fatto circolare il verbo tra i due adepti baristi. Il segreto? Sarah Allen ha affogato nel cappuccino la sua carriera di giornalista di quotidiani, dalla California al suo Oregon. E adesso ha fondato quel Barista Magazine che è un po´ la bibbia del settore: servendo inoltre i suoi preziosi consigli nei blog cliccatissimi dal Los Angeles Times all´inglese Guardian. «Lo dico sempre ai miei baristi» sbotta: «La Latte Art è per definizione soggettiva». Ma la Competion ha le sue regole. «Primo: simmetria e bellezza estetica del disegno. Secondo: definizione delle linee, cioè chiarezza del profilo. Terzo: colore dell´infuso - bianco brillante e marrone scuro agli estremi ma con un certo numero di gradazioni tra loro. Quarto: il colpo d´occhio totale". Rosa, rosetta, fiore, mezzaluna. E poi le interpretazioni più a tema. L´orso Yoghi e lo scheletrino di Halloween. Lo slogan "Change" di Barack Obama e il ritratto del cliente più fedele. Non c´è limite alla fantasia degli artisti di latte: ma prima bisogna acquisire le tecniche di base. WikiHow, l´enciclopedia online che spiega come districarsi in tutte le applicazioni manuali, ha stilato un cammino in 9 accuratissimi step: dove il trucco fondamentale è realizzare il disegno sul caffè quando il latte ha raggiunto una temperatura tra i 65 e i 70 gradi - perché oltre diventa troppo bollente e il mix non funziona. Il giapponese Hiroshi Sawada ha scritto sull´argomento un manuale che nell´ambiente è un cult. E la regina della casa Martha Stewart ha raccontato di aver addirittura corrotto - con la promessa di un´apparizione nel suo show tv - i baristi di mezza Milano per farsi spiegare il trucco del cappuccino perfetto: dal Bar Quadronno a quel Sant Ambroeus che ora dà lezione anche oltreoceano dal suo bancone sul lussuosissimo East Side newyorchese. Il Word Latte Art Champion in carica è però un greco: Chris Loukakis. Anche se sempre la direttrice di Barista ha una passione per il cappuccino e l´arte di Francesco Sanapo: che è il Barista Champion d´Italia nonché autore di un informatissimo blog su caffè e dintorni. Naturalmente, come ogni vera arte, la "Latte Art" non è solo estetica: e il suo boom si inquadra nel fenomeno che dal nostro Slow Food in giù ha rilanciato nel mondo una corretta cultura del cibo. «Ma qui fondamentale è la relazione che si instaura tra barista e cliente» suggerisce l´esperta Allen. «Quando sei di corsa e ordini un cappuccino al bar, e il barista te lo serve col suo bel disegnino, beh, ecco qualcosa che ti fa sentire davvero speciale». Un sentimento fino a poco tempo fa sconosciuto nella patria dei caffè-supermercati. «Starbucks è un po´ come il McDonald´s dei caffè: è caffè fast food», conclude Sarah, «e prospererà per sempre. Ma sempre più consumatori pretendono un´esperienza più intima e di qualità. Per questo vi dico: la caffè-mania qui è solo agli inizi». Così cambia l´America. I padri fondatori portavano tutti il cappuccio dei massoni: l´ultima moda dei nipotini è tutto un bollire di cappuccini.