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 2011  dicembre 19 Lunedì calendario

Il ministro vuole una pausa di un anno e coinvolgere gli operatori telefonici - MILANO - Corrado Passera si accinge a mettere le mani nell´intricata materia televisiva

Il ministro vuole una pausa di un anno e coinvolgere gli operatori telefonici - MILANO - Corrado Passera si accinge a mettere le mani nell´intricata materia televisiva. Da quel che si è potuto apprendere, a breve proporrà al governo uno stop all´attuale procedura di "Beauty Contest", cioè quella che era stata impostata dal suo predecessore Paolo Romani. Una prima mossa volta a prendere un pò di tempo e capire come valorizzare al meglio una risorsa scarsa come le frequenze Tv senza regalare niente a nessuno. In ogni caso Passera si sta formando un´idea che va in qualche modo controcorrente al pensiero dominante, come è anche un pò nella sua natura. Secondo questa sua idea, infatti, non ha molto senso destinare altre frequenze al mercato televisivo, già sufficientemente affollato, ma sarebbe più interessante riconvertirle e assegnarle magari tra un anno agli operatori telefonici che stanno conoscendo un forte sviluppo della tecnologia in mobilità bisognosa di frequenze. Tra l´altro i "nuovi entranti" televisivi, se ve ne sono effettivamente, non sembra possano investire cifre grandiose, mentre è dimostrato che gli operatori telefonici possono mettere sul piatto ingenti risorse. «Dovremo trovare il modo giusto per usare al meglio queste cose che non è detto possano essere solo frequenze televisive ma potrebbero anche essere nuove tecnologie», ha detto ieri sera il ministro dello Sviluppo. E dunque Passera, se il governo Monti lo seguirà, si accinge a uscire dall´impasse e dalle polemiche che hanno dominato la scena negli ultimi giorni, con un percorso che se portato a termine potrebbe accontentare tutti. Il primo passaggio, come detto, è lo stop all´attuale Beauty Contest che favoriva Berlusconi con un ripensamento dell´intera materia in modo da privilegiare lo sviluppo delle nuove tecnologie. I passaggi successivi, secondo alcuni esperti del settore, potrebbero essere i seguenti. Dare la possibilità sia a Rai sia a Mediaset di trasformare le proprie frequenze Dvb-h (quelle destinate alla telefonia mobile) in Dvb-t (televisive) sulla scia di ciò che il precedente governo si era già impegnato a fare per i cinesi di H3g, i quali hanno già appostato a bilancio il valore della frequenza trasformata. Con questa possibilità Rai e Mediaset arriverebbero così al tetto dei 5 multiplex a testa (ne hanno già quattro e ognuno dà diritto a trasmettere sei canali in digitale) e verrebbero così escluse da nuove aggiudicazioni. Quindi il ministero potrebbe fissare un prezzo di base d´asta minimo per eventuali nuovi entranti nel settore televisivo a cui assegnare quelle frequenze che oggi vengono congelate. In questo modo si verrebbe incontro alle richieste degli operatori più piccoli che desiderano entrare nel mercato del digitale in nome del pluralismo dell´informazione. Con questo passaggio, forse, si riuscirebbe anche a sanare la procedura d´infrazione con la Ue che era stata aperta nel lontano 2004 al momento del varo della Legge Gasparri che, nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale, aveva favorito eccessivamente gli operatori "incumbent" rispetto ai nuovi entranti. Infine se queste frequenze non venissero assegnate in toto o perché non vi sono nuovi entranti o perché quelli che si presentano pagano troppo poco, le stesse potrebbero essere riconvertite per essere vendute in un momento successivo, tramite asta, agli operatori telefonici. Certo, il sentiero è stretto e la materia scivolosa, Passera lo sa bene. Se da una parte la rinuncia al Beauty Contest fa contenti coloro che si sono sempre opposti a un nuovo regalo per le televisioni dell´ex presidente del Consiglio, dall´altro la trasformazione del Dvb-h in Dvb-t avrebbe comunque l´effetto di accrescere la capacità trasmissiva degli operatori più forti presenti sul mercato. E poi bisognerà vedere a quale livello sarà posta l´asticella per l´accesso alle frequenze dei nuovi entranti: Sandro Parenzo e Michele Santoro si sono detti disponibili a partecipare, e così potrebbero farlo altri gruppi stranieri diversi da Sky, ma è chiaro che l´impiego di risorse in un mercato già molto concentrato come quello televisivo rischia di essere antieconomico. Lo dimostra il caso di Dhalia Tv, liquidata con forti perdite perchè stritolata dalla dura concorrenza tra Mediaset e Sky.