Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 18 Domenica calendario

GUTTUSO I MIEI QUADERNI DI SCUOLA

In S. Maria Novella si conserva il quadro della Trinità. [...] Nel centro Cristo mentre dall´alto tende l´eterno padre con le braccia aperte per raccogliere il figlio. Dinanzi alla croce Maria e Giovanni e presso le colonne scannellate il committente in ginocchio insieme alla moglie. Questa è l´opera che ci rimane di Masaccio, il quale fu un innovatore del nuovo stile pittorico, perché rompendo la tradizione della scuola di Giotto, imita l´arte di Donatello per l´espressione, e introduce per la prima volta la prospettiva che ha appreso da Brunelleschi.

Piero della Francesca
[...] L´ultima opera che volle lasciare a Borgo S. Sepolcro è il quadro della Resurrezione: Cristo dai grandi occhi sorge dal sepolcro, su cui poggia il piede sinistro, piantando sull´urna lo stendardo crociato. In terra dormono le guardie, di cui una è profondamente immerso nel sonno e sembra di vederlo russare. Anche qui il paesaggio è formato di montagne sparse di alberi e cespugli. Con questa opera si chiude la sua faticosa vita.

Raffaello
Egli pensò alla Sicilia perché anch´essa avesse qualche sua pittura. Fece per il Convento dello Spasimo dei frati di Monte Oliveto, a Palermo, un quadro ove dipinse lo spasimo di Cristo. La storia di questa tavola ha del miracoloso. Raffaello la spedì per nave ben chiusa; ma la nave fu travolta da una tempesta e sbattuta dalle onde andò a frantumarsi sulla spiaggia ligure. I genovesi videro una cassa, l´aprirono e vi trovarono il quadro intatto. [...]

Leonardo da Vinci [...] è l´unico che possa stare alla pari con Raffaello. Mentre la produzione di Raffaello è abbondante quella di Leonardo consta solo di otto opere, almeno quelle che noi abbiamo. Ma certo molte altre opere egli dovette produrre, le quali se fossero a noi giunte ci avrebbero stupito. Egli ebbe un ingegno straordinario, perché non fu solo un insigne artista, ma anche ingegnere, architetto, idraulico, matematico, fisico, naturalista, poeta, letterato. Egli quindi si distrasse troppo dall´arte. Fu dotato di una strana caratteristica, cioè di non essere mai contento delle sue opere. [...] Mentre di ogni pittore possiamo trovare una derivazione, Leonardo non ha veramente alcuna educazione, tranne un po´ di Verrocchio. Infatti Leonardo quando era fanciullo molto prese dal maestro Verrocchio, il quale impose nell´arte un´orma profonda per essere stato anche il maestro del Perugino.[...]

Michelangelo Egli fu uno dei più grandi artisti del mondo, specialmente per il fatto che non essendo nato per l´arte, con lo studio divenne sommo nell´architettura, pittura, e specialmente scultura. A tredici anni lasciava la scuola di lettere si recava nella bottega del Ghirlandaio per impararsi il disegno e la tecnica dell´affresco, e lì rimase per un anno. In seguito frequentò la scuola di scultura, che si impartiva nei giardini dei Medici, ricchi di statue. Egli è il solo pittore che può stare accanto a Raffaello e Leonardo. Ebbe infinite schiere di allievi, tra i quali il Vasari. A ottant´anni moriva pianto da tutta Roma che vedeva in lui spegnersi uno dei più grandi artisti del mondo. Ed ora dopo la luminosa triade formata da Raffaello, Leonardo, e Michelangelo, l´arte comincia a decadere e non dà alcun artista che possa stare accanto ad essi.
(Brani tratti dal quaderno n.1, 1927)