Varie, 20 dicembre 2011
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Orsi Michele
• Casal di Principe (Caserta) 13 ottobre 1961, Casal di Principe (Caserta) 1 giugno 2008 (assassinato). Imprenditore • «[...] Titolare insieme con il fratello della Eco4, il consorzio che gestiva lo smaltimento dei rifiuti a Mondragone, centro costiero del Casertano [...] fu arrestato per irregolarità negli appalti e durante la detenzione decise di collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia [...] a proposito delle assunzioni alla Eco4: “Circa il 70 per cento erano inutili, ed erano motivate per lo più da ragioni politico- elettorali richieste da Landolfi, Valente e Cosentino (il secondo e il terzo rispettivamente presidente del consorzio comunale di Mondragone e sottosegretario all’Economia, ndr). Molte delle assunzioni erano non solo inutili ma sostanzialmente fittizie, dato che questi non svolgevano alcuna attività”. Landolfi fu accusato [...] di corruzione e truffa “con l’aggravante — scrivono i magistrati — di aver favorito il clan mafioso La Torre”. Perché, racconta ancora Orsi, “quasi tutte le persone che a Mondragone lavorano per la nettezza urbana sono raccomandate dai clan […]. Mi risulta che nel corso degli anni sono stati organizzati dalla cosca vari pranzi elettorali per cercare di far votare tutti i dipendenti della nettezza urbana per una certa persona […]. Per le ultime politiche è stato organizzato un rinfresco in favore di Landolfi [...]. In quest’occasione il clan si è occupato di far andare tutti all’incontro” [...] Orsi sarebbe dovuto comparire in aula. Il suo avvocato sostiene che a lungo aveva chiesto l’inserimento dell’imprenditore nel programma di protezione, e anche la Dda di recente aveva fatto altrettanto. Ma per il momento era stata stabilita soltanto una vigilanza saltuaria all’abitazione» (Fulvio Bufi, “Corriere della Sera” 2/6/2008) • «“Michele Orsi era il Salvo Lima della Camorra”. Roberto Saviano non ha dubbi. L’omicidio dell’imprenditore trucidato in pieno giorno nel centro di Casal di Principe è un segno: “I casalesi alzano il tiro”. Ma anche un messaggio: chi parla muore. “I clan – dice lo scrittore – hanno voluto lanciare un avvertimento ai politici, in vista della chiusura del processo Spartacus, che avverrà nei prossimi giorni”. Un evento che per i boss equivale “al maxi-processo di Falcone e Borsellino a Cosa Nostra”. L’imprenditore convinto dai killer a scendere di casa per farsi raggiungere al bar, come fosse una domenica qualsiasi. E ucciso in maniera plateale, due colpi al torace e uno alla testa. La dura, fredda ritualità di Gomorra. Legami tra politica e clan, l’imprenditore in affari con la camorra decide di parlare. E paga con la vita. Visione di sangue perfettamente in linea con lo scenario tracciato dallo scrittore napoletano nel suo best-seller, nello spettacolo teatrale che ne è stato tratto e la cui ideazione è precedente la stesura del libro, nel film di Matteo Garrone accolto con favore dalla Casal di Principe pulita e onesta, dai giovani, dalle famiglie [...] Michele Orsi si sarebbe presto aggiunto alla lista dei pentiti. Era, spiega Saviano, “un imprenditore leader nel settore dei rifiuti e faceva affari milionari con i clan, vincendo appalti e coinvolgendo anche la politica nazionale”. Un tipico personaggio da Gomorra. Un uomo da bruciare. La sua uccisione, sostiene lo scrittore, riveste particolare gravità. Il segnale di un salto di qualità. “Perché con questo delitto la camorra dimostra di avere paura non solo delle eventuali condanne, ma anche della tensione, dell’attenzione che un processo così importante può attirare, dell’indignazione che può suscitare. [...]” [...]» (Antonio Tricomi, “la Repubblica” 2/6/2008).