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 2011  dicembre 20 Martedì calendario

Origoni Lia

• La Maddalena (Olbia Tempio) 20 ottobre 1919. Cantante • «In occasione della “Giornata della memoria 2010”, all’interno di un’importante mostra su Auschwitz-Birkenau allestita nel complesso museale romano del Vittoriano e alla Camera dei Deputati, è stato esposto un documento relativo a un concerto svoltosi ad Auschwitz il 16 febbraio 1943, organizzato dalla Kommandantur del campo, composta da SS, non da “civili” tedeschi, che ha visto la partecipazione di una cantante lirica italiana, Lia Origoni, indicata come cantante della “Scala” di Milano. La signora Origoni, informata del fatto dall’organizzazione stessa della mostra, ha sostenuto in un intervento sul “Corriere” (5 febbraio) di non aver cantato ad Auschwitz, ma nella vicina città di Katowice, di non essere stata inviata lì dalla Scala di Milano, ma da quella di Berlino (un locale di varietà, non un teatro lirico), e soprattutto che un documento (in questo caso definito come “falso”) ha meno valore di una testimonianza (in questo caso la sua). Come curatore della mostra, mi limito a osservare che questo documento appartiene alla serie di ordini emessi dalla Kommandantur del campo di Auschwitz-Birkenau, archiviati nel Museo di Auschwitz, già pubblicati in Germania e giudicati da tutti gli storici come fonte privilegiata, di prima mano, quindi difficilmente contestabili. Se Mulka, aiutante del comandante di Auschwitz Rudolf Höss, ha ordinato a tutto il corpo delle SS di partecipare al concerto presso il Kameradschaftsheim (“casa dei camerati”) di Auschwitz, significa che i cantanti e musicisti spagnoli, ungheresi, italiani, quindi anche la “stella internazionale” Origoni, hanno allettato quei criminali proprio nei pressi del campo di sterminio, non altrove. Del resto alcuni sopravvissuti [...] hanno confermato di essere stati obbligati più volte ad assistere a concerti nelle strutture adiacenti al campo e le ultime fotografie ritrovate di Auschwitz, anch’esse esposte in mostra, dimostrano che le SS si «“divertivano” proprio in prossimità del campo stesso. Per confutare il contenuto del documento messo sotto accusa dalla Origoni è quindi necessario far ricorso ad altre prove documentarie — che però non esistono —, non certo a una testimonianza, soprattutto se di parte. [...] Lo stesso giorno in cui si tenne il concerto [...] le SS bruciarono i corpi di 689 ebrei francesi, uomini, donne e tanti bambini, deportati da Drancy. [...]» (Marcello Pezzetti, Direttore Museo della Shoah Roma, “Corriere della Sera” 1/3/2010) • «Alla fine del settembre del 1943 fui scritturata dalla signora Spadoni, agente per l’Italia di un impresario italo-tedesco per cantare alla Scala di Berlino, prestigioso teatro di rivista e canto: il contratto che ebbi in qualità di cantante avrebbe dovuto avere una durata di due mesi, ma visto il successo, si protrasse fino al dicembre del 1942, successivamente lo stesso impresario aveva programmato una tournée in varie località della Germania, della Polonia che divenne realtà solo nel 1946 [...] so di poter essere giudicata una anziana donna che per opportunità dice di aver cantato in un altro luogo per nascondersi: chi mi conosce (purtroppo i più sono morti) sa, che se fosse accaduto, lo direi, anche perché se è vero che molti non hanno visto è anche vero che molto era ben nascosto [...] La storia non si racconta solo con i pezzi di carta che possono essere sbagliati come in questo caso, ma vive di testimonianze e di riscontri senza i quali si possono fare delle vittime eccellenti» (“Corriere della Sera” 5/2/2010).