Stefano Righi, Corriere della Sera 19/12/2011, 19 dicembre 2011
AFFARI GIOVANI, MA COMANDANO
I l futuro? Probabilmente è nelle loro mani. Sono 19 mila tra presidenti e amministratori delegati di società di tutto il mondo con meno di 45 anni. Si va dall’amministratore delegato di eBay John Donahoe per arrivare a livello italiano a tre amministratori delegati come Paolo Salvato di Thales Alenia, Laura Donnini di Mondadori Edizioni e Luca Mignini di Findus.
Vertice canadese
Sono riuniti in Ypo, Young president’s organization, un’associazione internazionale presieduta dal canadese Robert Frances, presidente e amministratore delegato del Peak financial group di Montreal. «Ci sono già molte associazioni che raggruppano imprenditori e manager — spiega Frances — ma noi siamo gli unici ad avere l’ambizioso programma di rendere i nostri associati i migliori leader aziendali grazie alla formazione e allo scambio di idee». Un network che offre formazione grazie alla collaborazione con diverse istituzioni universitarie e soprattutto alla condivisione delle conoscenze. I 19 mila manager coinvolti in Ypo rappresentano circa 15 milioni di dipendenti in tutto il mondo e generano ricavi annuali per quasi 5 mila miliardi di dollari.
«In questo momento caratterizzato da congiunture economiche particolarmente negative — ha sottolineato Michele Raucci, neo presidente per l’Italia di Ypo e presidente di Sixiang holding — è importante che la giovane imprenditoria italiana si incontri e si confronti sulle future sfide di business e sulla possibilità di migliorare le proprie capacità di gestione aziendale». La scorsa settimana, a Milano, Ypo ha organizzato per i suoi associati un incontro con Kash Rangan, della Harvard Business School sul tema Il consumatore delle economie emergenti.
Dieci anni dopo
Ypo si avvia a concludere in Italia il primo decennio di attività. L’associazione qui è nata nel 2002 dall’unione delle due delegazioni (chapter) di Firenze e Milano, e conta attualmente una cinquantina d’iscritti, ma l’anno di fondazione risale, negli Stati Uniti, al 1950, quando Ray Hickok, che a 27 anni aveva appena ereditato l’azienda di famiglia, con trecento dipendenti, cercò aiuto e consigli da manager amici per riuscire nel difficile compito di non dover svendere l’impresa. Il network di conoscenze maturate permise a Hickok di salvare l’azienda di famiglia e fece maturare l’idea di coinvolgere maggiormente il sistema di relazioni personali al fine di una maggiore e reciproca crescita.
La forza del network
«Quello che ci sentiamo confermare dai nostri associati — evidenzia Raucci — è che le riunioni dell’Ypo risultano particolarmente utili perché parlano direttamente delle problematiche relative al management, sono molto focalizzate, senza inutili dispersioni».
Un sistema che risulta aperto, perché al compimento dei 45 anni il socio viene «promosso» al Wpo, ovvero la World president’s organization, che permette ai soci di continuare a beneficiare di tutte le attività associative. Tra le quali spunta, il Global leadership summit, l’evento più importante dell’Associazione che si tiene una volta all’anno, durante il quale i membri di Ypo e quelli di Wpo incontrano i protagonisti del mondo della politica, dell’economia e della filantropia. Il re Abdullah II di Giordania è stato l’ospite d’onore del primo Global Summit che si è tenuto nel 2002 a Los Angeles. Nel 2005 a Washington invece, è stata la volta dell’allora senatore Barack Obama e di John McCain. A seguire, l’arcivescovo Desmond Tutu, l’ex presidente messicano Vicente Fox, il musicista Wyclef Jean.
Nel 2012 il summit si terrà a Singapore, prima volta in una città asiatica.