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 2011  dicembre 18 Domenica calendario

MPS CERCA UN NUOVO MANAGER —

Se da un lato la Fondazione Mps tratta con le banche per il rientro dal debito da circa un miliardo contratto per gli aumenti di capitale dell’istituto del 2008 e del 2011, dall’altro ha cominciato ad aprire il dossier legato alla governance della banca. Il consiglio di amministrazione presieduto da Giuseppe Mussari è in scadenza la prossima primavera, e non è detto che l’impianto che finora ha retto l’istituto venga replicato nel triennio a venire.
Tante sono le variabili in gioco. Intanto c’è il ruolo di Mussari, che sta reggendo la banca per il secondo mandato consecutivo nel cuore della crisi. C’è il tema dell’Eba, l’autorità bancaria europea, che ha chiesto al Montepaschi un ulteriore rafforzamento patrimoniale da 3,2 miliardi a causa delle svalutazioni dei titoli di Stato: se Mps non riuscirà a far riconoscere come capitale i bond convertibili già emessi (i «fresh» del 2003 e quelli del 2008, che da soli valgono 1,2 miliardi e che Bankitalia conta già come capitale) e non dovesse ottenere lo «sconto» sui derivati comprati proprio per coprirsi dal rischio-Btp, allora l’aumento di capitale sarà inevitabile. E la Fondazione, che non ha mezzi, sarebbe costretta a diluirsi sotto il 50%, lasciando spazio ad altri nell’azionariato. A Siena si parla già di un impegno maggiore degli attuali azionisti come Francesco Gaetano Caltagirone e la francese Axa, entrambi al 5% circa, o di nuovi investitori come la Cassa depositi e prestiti, vicina a Siena sia perché ha tra i soci proprio la Fondazione Mps sia perché presieduta da Franco Bassanini, ex senatore eletto nel collegio di Siena.
Anche per questi motivi sarebbe tornato di attualità il tema dell’amministratore delegato, figura prevista dallo statuto della banca ma per ora poltrona vacante, visto che tutti i poteri ordinari sono in mano al direttore generale Antonio Vigni e al board. Da alcune settimane per conto della Fondazione si starebbe muovendo con discrezione, e senza un incarico formalizzato, un head hunter (si parla di Egon Zehnder, altre fonti indicano Corn/Ferry) per sondare possibili candidati al ruolo di capoazienda dell’istituto. Anche la banca ha ripreso in mano il dossier, dopo che per anni se ne è parlato senza arrivare ad alcuna nomina. Il presidente starebbe seguendo la partita, con sondaggi riservati. Un amministratore delegato avrebbe il senso di rendere più moderna e aperta la governance, senza mettere in discussione il ruolo di Vigni, che è saldo al suo posto e ha presentato nel terzo trimestre un risultato operativo netto di 773,6 milioni (+2,2%) anche se con utili netti in calo del 15% a 304 milioni. La fondazione Mps, contattata, respinge l’indiscrezione, spiegando che non tocca all’ente nominare un amministratore delegato; ma la notizia viene confermata da diverse fonti autorevoli. Fra i contattati, ci sarebbe stato anche Marco Morelli, direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo ed ex direttore finanziario di Mps.
Quanto questo scenario possa inverarsi, non è dato saperlo. Sono molte le caselle da mettere a posto perché questo arrivo si concretizzi, e forti a Siena sarebbero anche le spinte dei «conservatori», cioè di chi propone la via più graduale di decidere prima il nome del presidente, qualora non dovesse essere Mussari (ufficialmente non è candidato ma potrebbe restare per un terzo mandato), e solo successivamente dell’eventuale inserimento di un capoazienda.
Fabrizio Massaro